Acqua, patate... gli alimenti a rischio estinzione

Filippo Panza
Acqua, patate... gli alimenti a rischio estinzione

L’allarme è lanciato. Ora sta a noi ascoltarlo e comportarci di conseguenza. Se continueremo a non curare la Terra, ad inquinare le falde e a modificare l’ambiente in maniera scriteriata, l’acqua potabile non sarà più sufficiente nel giro delle prossime due generazioni. A dirlo è un gruppo di 500 ricercatori che si è riunito a Bonn. Nella Dichiarazione finale gli scienziati si dicono preoccupati dall’andamento attuale, ma affermano anche che non tutto è ancora perduto. Come direbbe la saggezza popolare, uomo avvisato, mezzo salvato. Anche perché, nel prossimo futuro, il rischio non è di perdere soltanto l’acqua. Sono vicini all’estinzione, infatti, molti degli alimenti presenti sulle nostre tavole.

Dalle patate al grano, dal caffè al vino, ecco a cosa probabilmente dovremo presto rinunciare.

C’erano una volta le patate. Con il loro concentrato di carboidrati, vitamina C e potassio, fino a poco fa, erano considerati lo scudo protettivo dei piccoli agricoltori a basso reddito e dei consumatori dei paesi poveri. E, invece, il clima sempre più caldo potrebbe determinarne la fine. A sostituire le patate dovrebbero essere le banane, una coltivazione altrettanto nutriente, ma più adatta a temperature tropicali.

Grano, il cibo dei poveri.


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Il De Profundis del grano. Sarebbe un grave danno, non solo alimentare. Il grano, come anche il mais e il riso, è presente soprattutto sulle tavole dei Paesi in via di sviluppo. In particolare è oggi la principale fonte di proteine di origine vegetale e calorie al mondo. I cambiamenti climatici e i prezzi di mercato, però, lo hanno spinto verso terre sempre più marginali, dove maggiore è la vulnerabilità ad alte temperature. Così il destino del grano sembra segnato. Tra i sostituti i maggiori indiziati, soprattutto nell’Asia meridionale, sembrano essere la tapioca e i fagioli cowpea.

Niente bistecche, mangeremo insetti.



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Il declino della carne. La crescita della popolazione mondiale, con le sue ricadute sull’ambiente e sulla catena alimentare, è tra le cause principali del costante aumento del prezzo della carne. E così le alghe e gli insetti, già presenti nella dieta dell’80 per cento delle persone, prenderanno presto il sopravvento nel nostro pasto tipo. Del resto bruchi, cavallette e cicale offrono lo stesso valore nutrizionale della bistecca.

Addio anche al caffè mattutino.



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Il caffè amaro. Per molti sarà difficile farne a meno, ma a mali estremi, estremi rimedi. Il caffè, soprattutto la qualità arabica, quella più pregiata, rischia di non accompagnare più il risveglio di miliardi di individui. Colpa del riscaldamento climatico e dei cambiamenti in atto nella distribuzione delle piogge, che stanno già provocando enormi difficoltà nella raccolta dei semi di caffè in zone di grande produzione come il Brasile, il Vietnam e l’Africa.

L'ultimo bicchiere di vino.



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L’ultimo sorso di vino. Nei prossimi anni potreste non avere più il piacere di un bicchiere di Chianti o di Barolo. Le alte temperature, una maggiore umidità e la conseguente proliferazione dei parassiti, secondo le previsioni di alcuni climatologi, potrebbero colpire anche i migliori vini italiani. La vite, infatti, emigra verso quote sempre più alte. E la produzione diminuirà quasi certamente anche in California, dove il calo dovrebbe essere del 40 per cento entro il 2040. Insomma godetevi gli ultimi prosit.



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