Acqua alta a Venezia, Conte: “È stato proposto lo stato di emergenza”

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All’indomani dell’eccezionale acqua alta che ha colpito la città di Venezia, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto il punto della situazione in una conferenza stampa allestita a seguito dell’incontro con il sindaco della città lagunare Luigi Brugnaro e il governatore del Veneto Luca Zaia. Il Premier ha assicurato l’impegno del governo al fine di risolvere i problemi che affliggono Venezia, a cominciare dal termine dei lavori per il tanto discusso Mose.

Acqua alta a Venezia, le parole di Conte

Aprendo la conferenza stampa, il Presidente Conte ha dichiarato: “L’acqua alta di ieri è un’acqua storica. Ci dicono i tecnici e chi ha memoria che abbia raggiunto la soglia del 1966, ha causato molti danni. Abbiamo fatto una riunione tecnica per valutare lo stato dei soccorsi e del ripristino della funzionalità e dei servizi.

Conte ha in seguito spiegato come l’esecutivo (nel contesto del prossimo consiglio dei ministri) appoggerà la richiesta di stato di emergenza avanzata dal governatore veneto Luca Zaia: “Non siamo nella condizione di valutare i danni, perché questa è una condizione che andrà fatta con un’istruttoria ad hoc, ci è stata fatta dal governatore Zaia della dichiarazione dello stato di emergenza, domani ci sarà un consiglio dei ministri che prenderà in considerazione questa valutazione. Posso anticipare come non ci siano ragioni per negare il riconoscimento dello stato di emergenza e quindi di stanziare i primi fondi per dare il segno di una partecipazione effettiva a questa emergenza da parte del governo”.

La questione del Mose

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il Premier ha inoltre parlato della necessità che governo centrale ed enti locali trovino un punto d’incontro al fine di risolvere i problemi di Venezia: “Noi siamo già al lavoro per cercare di risolvere i problemi strutturali che da tempo affliggono Venezia. Al momento c’è bisogno di collaborazione tra governo a autorità locali al fine di trarre le file delle decisioni finali”.

Parlando infine della questione del Mose, Conte ha ribadito l’essenzialità del progetto che ormai è praticamente giunto in dirittura d’arrivo e non avrebbe senso interrompere: “Quest’opera è discussa, ci sono dibattiti e polemiche che si trascinano da anni. Bisogna essere realisti, siamo in dirittura finale. siamo al 90% forse 93% di realizzazione del Mose, sono stati spesi tantissimi fondi. Se valutiamo l’interesse pubblico, con tutti gli elementi in gioco non c’è che da prendere la decisione di completare nel modo più rapido ed efficace questo percorso che ormai è pressoché obbligato”.