Acqua alta a Venezia: le nuove previsioni del CPSM

Acqua alta Venezia picco

Per la serata di mercoledì 13 novembre il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree di Venezia aveva previsto che l’acqua alta in città si sarebbe attestata intorno ai 95 cm. Un numero ridotto rispetto a quello originariamente previsto che era pari a 120 e ben lontano dai 187 cm raggiunti martedì 12 novembre.

Acqua alta a Venezia: nuovo picco

In collegamento con la città lagunare, una troupe di Rete4 ha mostrato in diretta le immagini della situazione. Se verso le 21:45 Piazza San Marco sembrava senz’acqua, poche decine di minuti dopo era già evidente come dai tombini cominciava a fuoriuscire. Il Centro Maree aveva infatti avvertito i cittadini di un possibile innalzamento in serata fino a 120 cm, cifra smentita poco dopo e abbassata a 95.

Presente nella città anche il Premier Conte, intercettato dai giornalisti ai quali ha assicurato che i lavori del Mose procederanno. Ha dichiarato di non voler illudere i residenti promettendo la sua fine il prossimo anno, ma di fare di tutto affinché possa iniziare a funzionare dalla primavera 2021.

Le previsioni per giovedì 14 e venerdì 15

Il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree ha reso noti i livelli intorno ai quali si attesterà l’acqua nelle giornate di giovedì 14 novembre e venerdì 15. Nella prima giornata si prevede un picco massimo di 130 cm intorno alle 10:50, con una successiva diminuzione per il resto della giornata. In serata l’acqua tornerà invece a salire e sarà nuovamente possibile il raggiungimento dei 130 cm verso le 00:15 di venerdì 15. Per la mattinata di quest’ultimo i livelli rimarranno alti e potranno toccare anche i 140 cm, picco previsto per le 11:20. Nel pomeriggio l’acqua scenderà fino a raggiungere il picco minimo di 25 cm, per poi risalire gradualmente e attestarsi intorno ai 100 cm in serata.

Renato Brunetta ricorda il record del 1966

Presente nella trasmissione speciale dedicata al maltempo anche Renato Brunetta in qualità di testimone del record di 194 cm raggiunto nel 1966. Il deputato ha ricordato con l’angoscia nel cuore l’episodio di 53 anni fa, risentendo l’odore dello scirocco, della pioggia e della nafta. Ha spiegato che, con la sua famiglia, fu costretto a tirare giù la saracinesca del negozio. “Tutto galleggiava, il registratore di cassa era sotto l’acqua, tutto era distrutto“, ha dichiarato commosso.

Nella notte di ieri, martedì 12 novembre 2019, non si trovava a Venezia bensì a Roma per seguire i lavori della Camera. Quando ha visto le notizie e la previsione del picco anomalo gli sono tornate alla mente tutte le immagini vissute anni prima. Ha poi spiegato che il Mose non doveva essere bloccato e che anzi, essendo finito al 95%, avrebbe già potuto essere usato totalmente o parzialmente per evitare la tragedia. Qualcuno fa notare però che le condizioni in cui è rimasto sott’acqua in tutti questi anni senza manutenzione non lo rendono sicuro per fare il lavoro che dovrebbe fare.