Acqua dell'Atlantico si scalda e Artico si scioglie più... -2-

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Roma, 20 ago. (askanews) - I risultati dello studio evidenziano chiaramente come l'estensione e lo spessore del ghiaccio si riducano fortemente all'aumentare dell'apporto di acque calde dall'Atlantico, specialmente a nord del 60esimo paralello Nord. Le regioni dell'Artico più direttamente interessate dal fenomeno sono quelle dei mari di Barents e di Kara, e dei mari di Groenlandia, Islanda e Norvegia (settore Atlantico del Mar Glaciale Artico), che per primi ricevono questo afflusso di acque calde dall'Atlantico.

"In generale - prosegue Bellucci - l'uso di modelli climatici globali con un oceano ad alta risoluzione (25 chilometri) migliora sensibilmente la rappresentazione delle temperature superficiali e delle correnti oceaniche, a beneficio di un generale miglioramento nella rappresentazione della variabilità climatica nell'Artico". E il Cmcc ha contribuito con le proprie simulazioni e l'analisi dei risultati a questo "importante contributo alla ricerca sul clima delle alte latitudini".

Lo studio si avvale dei risultati di cinque diversi modelli climatici globali ad alta risoluzione che partecipano agli esperimenti di Cmip6, ed è realizzato nell'ambito del progetto di ricerca europeo Horizon2020 Primavera - Process-based climate simulation: Advances in high-resolution modelling and European climate Risk Assessment. Principale obiettivo del progetto è quello di sviluppare una nuova generazione di modelli climatici globali ad alta risoluzione, "in grado di simulare e fornire proiezioni del clima a scala regionale con un'accuratezza senza precedenti, a beneficio dei decisori politici, dei diversi settori economici e della società in generale".