Acqua potabile venduta come terapeutica: sequestri e un... -2-

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Milano, 17 dic. (askanews) - L'inchiesta milanese è scattata dopo la denuncia presentata a fino marzo scorso da un 82enne che, su suggerimento del suo urologo di fiducia, aveva acquistato una partita di "AcquaUro". L'uomo, come si legge nel decreto di sequestro firmato dal gip Calabi, "si lamentava sia del costo estremamente elevato dell'acqua suggeritagli sia anche del fatto quell'acqua sembrava del tutto simile a quella del rubinetto di casa". Inoltre "precisava che l'acqua era acquistabile solo tramite contatto telefonico con ordine mimino di 4 confezioni da 6 bottiglie cadauna per un costo complessivo di 42 euro".

Un'acqua "minimamente mineralizzata e poverissima di sodio" e che "stimola la diuresi", stando a quanto era indicato in etichetta. Sui depliant pubblicitari comparivano altre indicazioni simili: "previene la formazione e favorisce l'eliminazione dei calcoli renali", oppure "riduce la concentrazione delle colonie batteriche", e ancora "favorisce la pulizia dell'apparato urinario". Pubblicità ingannevole, secondo i magistrati della procura di Milano. Dalle idnagini è infatti emerso che "la società Setthim distribuisce sul territorio italiano un prodotto con caratteristiche diverse da quelle indicate". Perchè AcquaUro e AcquaEndo, sottolinea ancora il gip Calabi nel decreto di sequestro, "non sono acque minerali dotate di proprietà terapeutiche bensì sono miscele di acque prodotte a Vinadio (Cn) con gli esuberi di produzione delle proprie acque, classificabili come semplici acque potabili per uso umano, nè minerali nè di sorgente e prive di particolari indicazioni terapeutiche".