Acqua, vegetazione, clima: ai Lincei focus sull’ecoidrologia

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 22 mar. (askanews) - "Mettere insieme l'idrogeologia - la scienza che studia i fiumi e i corsi d'acqua - e l'ecologia, due mondi che spesso non si sono parlati. L'Accademia dei Lincei, per la sua spiccatissima vocazione interdisciplinare, è il luogo giusto per far parlare questi mondi e affrontare la nascente disciplina dell'ecoidrologia a cui è dedicata questa giornata". Così il presidente dell'Accademia dei Lincei Giorgio Parisi nel salutare oggi i presenti al convegno online "Acqua, vegetazione, clima: l'avvento dell'ecoidrologia" organizzato per celebrare la Giornata mondiale dell'acqua, istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per richiamare l'attenzione sull'acqua come risorsa preziosa per la vita dell'uomo, per la sopravvivenza degli animali, per la sostenibilità degli habitat acquatici ma anche come minaccia da cui difendersi, a causa delle catastrofi idrogeologiche che può determinare in conseguenza di eventi atmosferici intensi.

Fin dagli anni 70 del secolo scorso - ha spiegato Giovanni Seminara (Linceo, Università di Genova) aprendo i lavori del convegno che può essere seguito all'indirizzo https://www.lincei.it/it/live-streaming - è cresciuta la consapevolezza che lo studio dei sistemi idrici, dunque corsi d'acqua, estuari, lagune, coste e così via, non può prescindere dalle interazioni dell'acqua con il suo contenitore. Il fondo e le pareti laterali dei corpi idrici sono infatti materiali erodibili, che quindi evolvono nel tempo dando luogo alle infinite e suggestive forme dei corsi d'acqua, delle lagune, delle coste osservate in natura. Lo studio di questi processi si è sviluppato molto negli ultimi decenni dando luogo alla cosiddetta morfodinamica (fluviale, costiera, lagunare, etc.).

Più recentemente, ha fatto irruzione in questo campo di studi un nuovo fondamentale paradigma, che vede i corpi idrici nelle loro interazioni con la componente biotica. Il convegno si occupa dell'interazione fra acqua e vegetazione, con particolare riferimento all'impatto che su tali processi può esercitare il cambiamento climatico. Che la vegetazione eserciti un ruolo fondamentale nel ciclo dell'acqua, in particolare restituendo all'atmosfera una parte significativa dell'acqua di precipitazione attraverso la traspirazione delle piante, è ben noto e da tempo oggetto di studio da parte dell'idrologia. Così, che la vegetazione svolga un ruolo fondamentale nel ciclo del carbonio attraverso la fotosintesi clorofilliana, attraverso cui miliardi di tonnellate di carbonio atmosferico vengono trasformate in biomassa ogni anno, è ben noto e oggetto di studio nell'ambito dell'ecologia. Ma tradizionalmente idrologia ed ecologia non hanno dialogato molto. Solo negli scorsi vent'anni esse hanno cominciato ad interagire, dando luogo a sviluppi molto fecondi e alla nascita di una nuova disciplina, l'ecoidrologia, cui è dedicata la Giornata.

Una seconda area di interazione che verrà discussa nel Convegno è la cosiddetta eco-morfodinamica che affronta ad esempio il problema della preservazione delle aree umide costiere, aree di transizione fra la terra ed il mare, che svolgono un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità. Nel nostro Paese, il prototipo è la Laguna di Venezia minacciata da due fenomeni concomitanti: l'abbassamento del suolo (subsidenza) e l'innalzamento del livello del mare, accelerato dal cambiamento climatico. Se la laguna si approfondisce, scompaiono quelle aree vegetate, le cosiddette barene, che distinguono le lagune dalle baie costiere. Infine, una più ampia area di interazione fra idrologia ed ecologia è quella che interpreta le reti fluviali come corridoi ecologici, vere e proprie autostrade attraverso cui si trasmettono le malattie veicolate dall'acqua nel loro diffondersi epidemico o endemico.

Al convegno partecipano - tra gli altri - Andrea Rinaldo (Linceo, EPFL, Lausanne), Roberto Bassi (Linceo, Università di Verona), Simone Fatichi (National University of Singapore), Paolo Perona (University of Edinburgh), Guido Zolezzi, Annunziato Siviglia, Walter Bertoldi, Marco Tubino (Università di Trento), Stefano Lanzoni (Università di Padova), Carlo Camporeale (Politecnico di Torino), Enrico Bertuzzo (Università Cà Foscari, Venezia), Andrea D'Alpaos, Marco Marani (Università di Padova), Sonia Silvestri (Università di Bologna. Il Convegno si concluderà nel pomeriggio con una breve sessione dedicata alla presentazione di alcuni lavori di dottori di ricerca selezionati per il particolare interesse delle loro dissertazioni.