Acquedotti colabrodo: intelligenza artificiale contro le perdite

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Milano, 18 lug. (askanews) – Crisi idriche e siccità: per affrontarle e gestirle in modo efficiente viene in aiuto l’intelligenza artificiale.

Sono già pronte e potenzialmente disponibili soluzioni che permettono per esempio di intervenire per ridurre le dispersioni della rete idrica, grave criticità che affligge da decenni gli acquedotti delle principali città italiane.

“Oggi nel nostro Paese abbiamo tra il 40 e il 70 per cento di dispersione, significa che ogni cento litri di acqua estratta ne arrivano ai nostri rubinetti tra i 60 e 30, e il resto viene perso, non si sa bene dove – spiega Giulia Baccarin, ceo di Mipu – Ecco, grazie ad alcune intelligenze e usando solo i dati già a disposizione, quindi una ricchezza che già abbiamo, è possibile costruire dei sistemi per localizzare esattamente il flusso dell’acqua e i punti di perdita”.

Mipu è una azienda attiva nel campo delle tecniche predittive. Nel corso dei dieci anni di attività – festeggiati con i 70 collaboratori in due eventi a Milano e Roma – ha elaborato e gestito soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per ridurre sprechi e costi, aumentando sostenibilità e competitività, sia in ambiti produttivi come in fabbrica sia in contesti urbani. Come impegno di responsabilità sociale di impresa ha anche affrontato tematiche come la previsione di fenomeni considerati “eccezionali” come le bombe d’acqua; o la riduzione degli sprechi e la razionalizzazione dei flussi dei campi da irrorare a seconda delle coltivazioni, problematica che investe proprio in queste settimane i consorzi di bonifica e bacino.

“L’intelligenza artificiale, e in questo caso parliamo di algoritmi di ottimizzazione, fa si che si possa prevedere quale sia il fabbisogno idrico di una data coltura, anche in funzione delle condizioni di contorno come l’irraggiamento, la temperatura – spiega ancora Baccarin – e movimentare il flusso o anche suggerire all’operatore manuale quale flusso far fare all’acqua affinché ogni coltura abbia il necessario quantitativo e solo il necessario”.

L’innovazione tecnologica può quindi aiutare a risolvere concretamente alcuni gravi problemi della collettività; tutta via il loro reale utilizzo avviene in pochissimi casi e, nei fatti, viene ostacolato. “Sicuramente la distanza tra il mondo dell’innovazione e la pubblica amministrazione è determinata anche da una serie di regole, pesiamo alle gare – sottolinea la ceo di Mipu – E’ difficile mettere in gara più concorrenti se si parla di innovazione tecnologica: l’innovazione è tale proprio perché spesso è ‘unica’ e non largamente disponibile. Altra criticità sono i volumi di gara: spesso ci sono startup o aziende con buone idee, ma non hanno quel fatturato tale per entrare in gara, o garantire l’esecuzione su larga scala come invece richiesto”.

Per aiutare a risolvere il problema della siccità dunque l’intelligenza artificiale c’è. Ma serve anche volontà: in questo caso legislativa e politica.

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