Act N.1: "Il nostro inno alla libertà delle donne"

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Hanno ancora le lacrime agli occhi Luca Lin e Galib Gassanoff, giovane e talentuoso duo creativo di Act N.1, al termine dello show andato in scena in un spazio industriale milanese con un’ensemble d’archi a fare da fulcro alla loro primavera-estate 2022, nella quale, ancora una volta, i due stilisti hanno riletto i canoni stilistici, parlando di libertà e parità di diritti. "Il messaggio che volevamo dare era quello di libertà, libertà per tutti, donne e uomini - spiegano i due stilisti all’Adnkronos - vogliamo che cambino certi stereotipi". In passerella peonie stampate e nuvole di tulle, abiti strutturati a camicie di seta. E poi le crinoline sottogonna portate sotto i trench in un finale spettacolo con abiti-gabbia che imprigionavano le modelle per poi aprirsi e rivelare un secondo abito, a voler simboleggiare la liberazione da ogni tipo di costrizione.

"Ci siamo ispirati a una coreografia vista alla Scala due anni fa con abiti che si muovono da soli, ce ne siamo subito innamorati - spiegano ancora i due creativi - abbiamo pensato agli abiti come fossero gabbie dalle quali liberarsi, dopo il periodo del lockdown e avendo sempre in mente i diritti delle donne".

Fin dalle prime fasi del progetto Act N°1, le ruches sono state costantemente presenti in passerella come simbolo della protesta contro i matrimoni tra bambini, consuetudine diventata questione sempre più allarmante. "Abbiamo preso frammenti di un abito da sposa e li abbiamo applicati a una giacca o a una felpa - osservano i due -. Abbiamo a cuore i diritti delle spose bambine, il nostro è un segno di protesta contro questo fenomeno". A completare la collezione, collane-cintura, orecchini ad anello, cinture doppie come dettagli di ribellione al conservatorismo. Tra i pezzi chiave spiccano pantaloni cuciti su gonne stampate, reggiseni giacca/abiti, pantaloni sottoveste ed elementi ibridi doppi. (Di Federica Mochi)

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