Actionaid: la migrazione fallita. Il caso del Gambia -2-

Orm/red

Roma, 6 feb. (askanews) - Tutti i migranti intervistati hanno affermato di trovarsi in una situazione peggiore rispetto a quella di partenza. "Sono cambiato dopo il viaggio, me lo dicono anche i miei famigliari. Alcuni di loro hanno addirittura minacciato di usare la magia nera e gli incantesimi per farmi cambiare. Anche mia moglie e mia figlia soffrono tutta la situazione" afferma Mohammed Bah, 35 anni.

I ritardi o la mancanza di accesso ai pacchetti di reintegro esacerbano la loro già fragile situazione socio-economica e spesso i migranti di ritorno affrontano notevoli sfide di carattere sociale e personale: la maggioranza di loro ha speso tutti i soldi, spesso raccolti indebitandosi, e una convinzione diffusa li stigmatizza perché sospettati di aver commesso atti criminali che ne hanno giustificato il rimpatrio. Non a caso, una parte della popolazione gambiana tende a collegare l'aumento del numero di rimpatri con l'incremento della microcriminalità. Infine, oltre all'esperienza del fallimento, le persone rientrate sono psicologicamente provate dall'esperienza vissuta, sia perché vittime di violenze o abusi sia perché diretti testimoni. (Segue)