Ad Augustina Armstrong-Ogbonna il premio Anna Politkovskaja... -2-

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Ferrara, 4 ott. (askanews) - Augustina Armstrong-Ogbonna, come spiegano gli organizzatori del festival Internazionale a Ferrara, è una giornalista multimediale nigeriana, con una solida preparazione scientifica, che ha collaborato a lungo con Radio Nigeria, la radio pubblica del suo paese. "In passato la stampa internazionale ha dato grande rilievo ai danni ambientali causati dagli sversamenti di petrolio nel delta del Niger, dove operano da anni multinazionali come l'Eni o la Shell. Ma la Nigeria - si legge nelle motivazioni del premio Politkovskaja - è un paese immenso, con un'economia in rapida crescita e dove le minacce all'ambiente arrivano da molte parti".

"Nel 2015 Augustina Armstrong-Ogbonna è stata premiata dalla Fondazione delle Nazioni Unite per i suoi reportage umanitari e ambientali, in particolare per aver descritto gli effetti della sviluppo urbano incontrollato sulle comunità costiere a Lagos. L'anno successivo è stata minacciata di morte e ha dovuto interrompere la collaborazione con Radio Nigeria per aver portato avanti il suo lavoro e pubblicato un'inchiesta in cui spiegava che l'azienda di un ricco imprenditore ed ex ministro nigeriano stava togliendo illegalmente sabbia dalla costa per costruire una raffineria. Tutto questo aveva conseguenze devastanti sulla vita quotidiana degli abitanti del posto, le cui case rischiavano di crollare".

Dopo quell'episodio Augustina Armstrong-Ogbonna vive negli Stati Uniti, dove ha chiesto asilo politico, e grazie anche a una borsa del centro Pulitzer continua a fare reportage e a denunciare i crimini contro l'ambiente.

"Nel mondo - spiegano da Internazionale a Ferrara - sono sempre più numerosi i giornalisti minacciati, perseguitati e che sono addirittura uccisi perché denunciano crimini contro l'ambiente. Secondo un rapporto del Comitato per la protezione dei giornalisti di New York negli ultimi dieci anni almeno tredici reporter sono stati uccisi perché svolgevano inchieste su reati contro l'ambiente o sui danni al territorio causati dalle grandi aziende. Il comitato fa notare che solo i reporter di guerra rischiano di più di quelli ambientali. Molti giornalisti perseguitati lavorano nei paesi in via di sviluppo, dove le attività delle multinazionali e, in generale, di chi è al potere raramente finiscono sotto i riflettori".