Adam e Ramy sono cittadini italiani

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Adam El Hamami e Ramy Shehata sono ufficialmente cittadini italiani. I due ragazzi, che sventarono l'attentato al bus lo scorso 20 marzo a San Donato, hanno ricevuto il documento - approvato l'11 giugno con un provvedimento dal Consiglio dei ministri - con una cerimonia molto sentita nella Sala dei Ricevimenti del Comune di Crema, alla presenza del Prefetto Vito Gagliardi e della sindaca Stefania Bonaldi.  Quel giorno i due ragazzi riuscirono a nascondere un cellulare e a chiamare i soccorsi prima che l'autista desse alle fiamme il bus, su cui si trovavano con altri compagni di scuola. Oggi, circondati dalle forze dell'ordine e dalle loro famiglie, Adam e Ramy - uno ha scelto giacca e cravatta, l'altro una t-shirt blu acceso - sorridono nella foto, visibilmente emozionati per le parole di riconoscimento. La sindaca Bonaldi celebra l'avvenimento con un post su Facebook, a cui aggiunge immagini della consegna ufficiale. Nelle sue parole la profonda ammirazione per i due 'piccoli eroi'. "Carissimi Adam e Ramy - scrive - sareste stati cittadini italiani anche senza questa cerimonia, perché avete mostrato di amare il Paese, che ora è il vostro Paese". "Gli uomini - aggiunge - tutti gli uomini, persino i potenti e anche coloro che fanno le leggi, possono illudersi di potere scegliere il modo in cui si costruisce un legame di cittadinanza, certo è importantissimo scriverlo su un pezzo di carta o su un supporto informatico, come sta succedendo ora, perché solo così i diritti prendono vita, vengono riconosciuti e possono essere fatti valere. Ma il vero legame con una terra si scolpisce con i sentimenti e i valori , quelli che voi avete mostrato di possedere in abbondanza. Sentimenti e valori, che vi hanno permesso di schierarvi dalla parte dei più deboli, che in quei momenti drammatici erano i vostri compagni, i vostri amici, i vostri connazionali". "Cittadini dei nostri cuori prima che dell'Italia" li definisce la sindaca, prima di stringerli in un abbraccio, fisico e virtuale insieme. Poi rivolge un appello ai ragazzi: "Un Paese che vi chiediamo di continuare ad amare e servire, perché esso è come la nostra famiglia, una grande famiglia, che attraversa un momento di fragilità e necessita dell’aiuto di tutti, anche, o soprattutto, dei nuovi italiani . Sono sicura che renderete migliore la nostra Italia, che saprete proteggerla come si protegge una madre e che farete di tutto per insegnare anche ai vostri fratelli che se il nostro Paese si smarrisce, la nostra vita diventerà peggiore e alla fine si perderà. Viva tutti gli esseri umani che amano i loro simili. Viva l’Italia, la nostra Italia, oggi ancora di più".

Adam El Hamami e Ramy Shehata sono ufficialmente cittadini italiani. I due ragazzi, che sventarono l'attentato al bus lo scorso 20 marzo a San Donato, hanno ricevuto il documento - approvato l'11 giugno con un provvedimento dal Consiglio dei ministri - con una cerimonia molto sentita nella Sala dei Ricevimenti del Comune di Crema, alla presenza del Prefetto Vito Gagliardi e della sindaca Stefania Bonaldi.  

Quel giorno i due ragazzi riuscirono a nascondere un cellulare e a chiamare i soccorsi prima che l'autista desse alle fiamme il bus, su cui si trovavano con altri compagni di scuola. Oggi, circondati dalle forze dell'ordine e dalle loro famiglie, Adam e Ramy - uno ha scelto giacca e cravatta, l'altro una t-shirt blu acceso - sorridono nella foto, visibilmente emozionati per le parole di riconoscimento. 

La sindaca Bonaldi celebra l'avvenimento con un post su Facebook, a cui aggiunge immagini della consegna ufficiale. Nelle sue parole la profonda ammirazione per i due 'piccoli eroi'. "Carissimi Adam e Ramy - scrive - sareste stati cittadini italiani anche senza questa cerimonia, perché avete mostrato di amare il Paese, che ora è il vostro Paese". 

"Gli uomini - aggiunge - tutti gli uomini, persino i potenti e anche coloro che fanno le leggi, possono illudersi di potere scegliere il modo in cui si costruisce un legame di cittadinanza, certo è importantissimo scriverlo su un pezzo di carta o su un supporto informatico, come sta succedendo ora, perché solo così i diritti prendono vita, vengono riconosciuti e possono essere fatti valere. Ma il vero legame con una terra si scolpisce con i sentimenti e i valori , quelli che voi avete mostrato di possedere in abbondanza. Sentimenti e valori, che vi hanno permesso di schierarvi dalla parte dei più deboli, che in quei momenti drammatici erano i vostri compagni, i vostri amici, i vostri connazionali". 

"Cittadini dei nostri cuori prima che dell'Italia" li definisce la sindaca, prima di stringerli in un abbraccio, fisico e virtuale insieme. Poi rivolge un appello ai ragazzi: "Un Paese che vi chiediamo di continuare ad amare e servire, perché esso è come la nostra famiglia, una grande famiglia, che attraversa un momento di fragilità e necessita dell’aiuto di tutti, anche, o soprattutto, dei nuovi italiani . Sono sicura che renderete migliore la nostra Italia, che saprete proteggerla come si protegge una madre e che farete di tutto per insegnare anche ai vostri fratelli che se il nostro Paese si smarrisce, la nostra vita diventerà peggiore e alla fine si perderà. Viva tutti gli esseri umani che amano i loro simili. Viva l’Italia, la nostra Italia, oggi ancora di più".