Addio a Flavio Bucci, l'indimenticabile "Ligabue" della tv


Il cinema piange la scomparsa di Flavio Bucci, conosciuto al grande pubblico soprattutto per l’interpretazione di Ligabue e per il personaggio di Don Bastiano ne “Il Marchese del grillo”.

A dare la notizia della morte, il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. L’attore, 72 anni, nato a Torino ma di origini molisane, viveva infatti a Passoscuro, sul litorale romano.

A trovarlo stamattina privo di vita in casa, stroncato probabilmente da un infarto, una persona che aveva accesso all'alloggio e che poi ha dato l'allarme. Inutili i soccorsi.

La carriera: da Ligabue a Suspiria

Quasi cento i film interpretati da Bucci nella sua grande carriera. Nel 1977, il ruolo più celebre e indimenticato nello sceneggiato televisivo Rai “Ligabue”, diretto da Salvatore Nocita, con il quale tornerà a lavorare nei “Promessi sposi” (1989); sempre per il piccolo schermo, ha recitato nella “Piovra” (1984) di Damiano Damiani e in “L'avvocato Guerrieri - Ad occhi chiusi” (2008) di Alberto Sironi.

(Photo by Egizio Fabbrici\Mondadori via Getty Images)

Al cinema, fu diretto anche da Dario Argento nell'horror "Suspiria" (1977). Rimangono famosi i suoi ruoli di caratterista: il prete Don Bastiano in “Il marchese del Grillo” di Mario Monicelli (1981), “Tex e il signore degli abissi” (1985), “Secondo Ponzio Pilato” (1987), “Teste rasate” (1993), “Il silenzio dell'allodola” (2005) e “Il divo” di Paolo Sorrentino (2008).

Nel ruolo di doppiatore, diede la voce a uno dei personaggi più iconici della storia del cinema, il Tony Manero-John Travolta ne "La febbre del sabato sera”.

Tantissime anche le interpretazioni teatrali e quelle televisive. L'ultima ne “L'avvocato Guerrieri - Ad occhi chiusi”, regia di Alberto Sironi nel 2008.

VIDEO - Cinema: Hollywood piange la scomparsa di Kirk Duglas

Gli eccessi di Bucci

Negli ultimi anni, il nome di Bucci era tornato alle cronache soprattutto per le condizioni di povertà in cui si era ridotto. La notorietà lo aveva portato a tanti eccessi che ha raccontato senza filtri in una celebre intervista al Corriere della Sera: "Mi sparavo cinque grammi di coca al giorno, solo di polvere avrò bruciato sette miliardi. L’alcol mi ha distrutto? Mah, ha mai provato a ubriacarsi? È bellissimo. E poi cos’è che fa bene? Lavorare dalla mattina alla sera per arricchire qualcuno? Non sono stato un buon padre, lo so. Ma la vita è una somma di errori, di gioie e di piaceri, non mi pento di niente: ho amato, ho riso, ho vissuto, vi pare poco?"