Addio a Raffaella Carrà, le FOTO più belle della regina della tv

È morta Raffaella Carrà. "Raffaella ci ha lasciati. E' andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre". Con queste parole Sergio Japino, suo ex compagno per moltissimi anni, ha dato il triste annuncio unendosi al dolore dei nipoti Federica e Matteo, di Barbara, Paola e Claudia Boncompagni, degli amici di una vita e dei collaboratori più stretti.

Raffaella Carrà si è spenta alle ore 16.20 di lunedì 5 luglio, dopo una malattia che da qualche tempo aveva attaccato il suo corpo minuto eppure così pieno di straripante energia. Una forza inarrestabile la sua, che l'ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all'ultimo non l'ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. 

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Non aveva avuto figli ma di figli - diceva sempre lei - ne aveva a migliaia, come i 150mila fatti adottare a distanza grazie ad Amore, il programma che più di tutti le era rimasto nel cuore.

Raffaella Maria Roberta Pelloni era nata a Bologna il 18 giugno 1943 ed è stata una delle più amate showgirl, cantanti, ballerine, attrici e conduttrici italiane, famossisima anche in Spagna e in Sud America.

Definita la regina della televisione italiana, è stata presente nei palinsesti televisivi dalla fine degli anni Sessanta fino agli ultimi mesi della sua vita. In carriera aveva venduto oltre 60 milioni di dischi, conquistando 22 dischi tra platino e oro, e aveva condotto varietà e programmi che hanno fatto la storia del piccolo schermo

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Dopo il diploma presso il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, nel 1960, eccola nel film La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini. In seguito sono arrivati I Compagni di Mario Monicelli, al fianco di Marcello Mastroianni, e nel 1965, Il colonnello Von Ryan, insieme a Frank Sinatra. Dopo il film Professione bigamo (1969), diretta da Franz Antel, Raffaella aveva praticamente abbandonato il cinema.

Il successo televisivo, con quel suo stile che l’ha resa la famosa “Raffa nazionale”, era esploso nel 1970 con lo spettacolo Io Agata e tu, con Nino Taranto e Nino Ferrer. Poi il boom con Canzonissima e il celebre ombelico scoperto, sfoggiato durante la sigla Ma che musica maestro!, e il suo cavallo di battaglia, il Tuca tuca, a ritmo di passi tipici che solo una showgirl come lei poteva creare, fino a Chissà se va.

Nel 1974, la collaborazione con quella cheè stata una delle sue più grandi amiche, Mina Mazzini: insieme avevano presentato il mitico programma Milleluci. Sempre nel 1974, l’album Felicità tà tà, contenente uno dei suoi maggiori successi, il brano disco-music Rumore

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Tra gli altri varietà di Raffaella Carrà ricordiamo anche: Ma che sera (1978), famosa la sigla cantata dalla stessa conduttrice; Tanti auguri, un inno all’amore libero e spensierato; Fantastico 3 (1982) con Corrado Mantoni e Gigi Sabani, da cornice al programma un’altra celebre sigla Ballo ballo; Pronto, Raffaella? (1984 e 1985), che l'aveva portata a ottenere, nel 1984, il titolo di Personaggio televisivo europeo femminile, assegnato dall’European TV Magazines Association. Ed è proprio in questo programma che Raffaella aveva incontrato per la prima volta il regista, Gianni Boncompagni, suo compagno e autore per tanti anni. 

Nel 1985, in Buonasera Raffaella intervistava e duettava con ospiti illustri come Henry Kissinger, Joe Cocker, Riccardo Cocciante, Patty Pravo, Stevie Wonder, Ginger Rogers e Sammy Davis Jr. L’anno successivo era a Domenica In, per passare, nel 1987, a Mediaset, dove aveva realizzato Raffaella Carrà Show e Il principe azzurro. Il ritorno in Rai è datato 1989 con Fantastico 12 insieme a Johnny Dorelli. Dal 1992 al 1995 aveva lavorato in Spagna sul primo canale TVE (Hola Raffaella).

Nel 1995 "la Raffa nazionale" era tornata in Italia, per condurre Carràmba che sorpresa: il record di ascolti è stato clamoroso, tanto da proseguire con altre quattro edizioni del programma. Grazie a questa rinnovata popolarità, la Carrà aveva presentato nel 2001 il Festival di Sanremo

Nell’estate 2011 è uscito il remix di un suo storico brano musicale, A far l’amore comincia tu, diventato Far l’amore, realizzato da Bob Sinclar, suo partner nella conduzione della finale dell’Eurovision Song Contest, colonna sonora del film premio Oscar La Grande bellezza di Paolo Sorrentino.

Poi ancora festival, premi, riconoscimenti tra i quali quello dell'autunno 2020 del quotidiano britannico The Guardian, che ha incoronato Raffaella Carrà "sex symbol europeo", definendola "l'icona culturale che ha insegnato all'Europa le gioie del sesso".

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