Addio al Nubilato è la commedia al femminile che fa il verso a Una notte da leoni

Di Letizia Rogolino
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Photo credit: Rai Cinema
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Il 24 Febbraio arriva in esclusiva su Prime Video il nuovo film italiano Addio al Nubilato di Francesco Apolloni. Una commedia al femminile che strizza l’occhio al celebre Notte da Leoni, con Laura Chiatti, Chiara Francini, Antonia Liskova e Jun Ichikawa nei panni di un gruppo di amiche storiche che si riunisce per festeggiare l’addio al nubilato di una di loro che sta per sposarsi.

Tutto sembra organizzato nei minimi particolari, ma la futura sposa non si fa vedere. Le sue amiche ricevono alcuni indizi nel corso dei festeggiamenti in città, fino a vivere una notte rocambolesca ricca di imprevisti ed eccessi. Ma dove è finita la festeggiata?

Dalle luci e il divertimento di Cinecittà World che si presenta come una delle location principali del film, alla royal suite di un lussuoso albergo romano dove si verificano uno dietro l’altro alcune situazioni esilaranti e imprevedibili, Addio al Nubilato è una commedia leggera la cui sceneggiatura però cade in inflazionati cliché, luoghi comuni e dialoghi a tratti inutilmente volgari.

Si avverte una grande confusione, sia nello sviluppo della narrazione sia nella caratterizzazione dei personaggi. Tradimenti, omosessualità, amicizia e amore vengono gettati in un unico calderone senza una direzione ben definita. Il grottesco prende spazio quasi involontariamente, mentre scorrono battute superficiali e sterili che riprendono tono con le riflessioni ironiche di Chiara Francini, che mantiene la simpatia e il temperamento a cui ci ha abituati in altre occasioni. Molto curata, tuttavia, la scelta dei costumi all'ultima moda che risponde allo stato sociale e professionale dei rispettivi personaggi dando colore e stile al film.

Photo credit: Rai Cinema
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Prodotto da Rai Cinema, Minerva Pictures e Amazon Prime Video, Addio al Nubilato ha sicuramente il pregio di aver portato avanti il cinema in un periodo difficile in cui la pandemia ha messo in ginocchio la maggior parte delle produzioni. Si intravedono comparse che indossano mascherine, il concerto di Loredana Bertè è in streaming su maxischermo e non in presenza, molte attività e relazioni delle varie protagoniste avvengono in videochiamata. Sicuramente un ritratto attuale e curioso del nostro tempo che però non riesce a nascondere le sue fragilità.

Sul finale la commedia vira troppo repentinamente verso il dramma che si avverte fuori luogo e non ha l'effetto desiderato. L'amaro è inserito in modo poco armonioso all’interno della sceneggiatura e, invece di regalare allo spettatore un’esperienza emotiva diversa, provoca una sensazione di smarrimento e non-sense. La regia è tradizionale e la colonna sonora curata. “Non sono una signora” riecheggia in vari momenti del film, riportandoci indietro nel tempo a ricordi piacevoli e condivisi. Sicuramente è positivo continuare a fare film anche in piena pandemia, ma senza dimenticare la qualità.