Addio al regista inglese Graham Vick, aveva 67 anni

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È morto a Londra a 67 anni il regista teatrale e d'opera inglese Graham Vick. Direttore artistico della Birmingham Opera Company, era noto per le sue regie sperimentali e anticonformiste delle opere tradizionali liriche. Vick aveva lavorato anche in molti teatri italiani, tra i quali il Massimo di Palermoi, il Comunale di Bologna, l'Opera di Roma, il Rossini Opera Festival, portando in scena alla Scala l’Otello e il Macbeth con la direzione di Riccardo Muti. Al Maggio Fiorentino aveva diretto Lucia di Lammermoor, mentre per il Rossini Opera Festival aveva allestito, tra le altre, il Guglielmo Tell.

Graham Vick era nato a Birkenhead, presso Liverpool, nel 1953 ed è stato una delle figure più significative della regia contemporanea. Alla Scala Vick aveva debutta nel 1996 con la prima assoluta di Outis, la penultima opera di Luciano Berio, su libretto di Dario Del Corno, direttore David Robertson. Una rappresentazione dove non mancarono le polemiche, ma che fu comunque un successo, tanto che il Teatro lo richiamò per l’inaugurazione della Stagione 1997/1998 con Macbeth di Verdi diretto da Riccardo Muti. La Scala non aveva mai osato un allestimento così astratto e contemporaneo per un’opera di Verdi, e tanto meno per un 7 dicembre, ma alla fine ci furono 13 minuti di applausi.

Nel 2001 tornò alla Scala per una nuova inaugurazione verdiana, sempre con Riccardo Muti: Otello, protagonista Plácido Domingo, con la scenografia di Ezio Frigerio e i costumi di Franca Squarciapino. Ancora alla Scala nel 2005 per l’allestimento di Onegin di Čajkovskij, in costumi ottocenteschi tra le spighe di grano, con la direzione di Vladimir Jurovskij. Infine, nel 2019, Vick ancora alla Scala con una nuova produzione di Die tote Stadt di Korngold diretta da Alan Gilbert, visionaria e vibrante di passione politica e sensuale, protagonista Asmik Grigorian. Cinque spettacoli memorabili, diversissimi l’uno dall’altro come erano sempre diversi quelli di Vick, tutti capaci di combinare acribia razionale, sconfinata cultura teatrale e impatto emotivo, intima sensibilità e dimensione civile.

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