Addio all'Impero, Mako sposa il suo non-principe Kei e cambia vita

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Alla fine, ce l’ha fatta: la piccola, ed evidentemente anche molto testarda e determinata, figlia dell’Imperatore del Giappone ha coronato il suo sogno e ha sposato il suo principe azzurro. Oddio, in realtà – ovviamente – non è azzurro e, tecnicamente parlando, non è nemmeno principe. Ma questi son dettagli, oramai, visto che i matrimoni di eredi ai troni di qualsiasi latitudine con consorti “commoner” (ovvero senza una sola goccia di sangue blu nelle vene) sono all’ordine del giorno da tempo: dalle ultime generazioni di Windsor ai reali delle dinastie del nord Europa. A ben guardare, per trovare un matrimonio tra esponenti di case reali dove entrambi gli sposi siano, se non di stirpe sovrana, almeno nobili di nascita, bisogna ormai utilizzare il proverbiale lanternino. Niente squilli di tromba ed elaborate cerimonie shintoiste, quindi, per il sì della principessa Mako e del suo innamorato, Kei Komuro, già soprannominati dalla stampa mondiale “gli “Harry e Meghan del Giappone”, e nemmeno dirette televisive e saluti da balconi reali: piuttosto una semplice firma al registro civile e una sobria conferenza stampa. Ma l’amore, quello sembra esserci davvero, almeno a giudicare dall’espressione adorante del giovane sposo, quando, oggi pomeriggio, durante un incontro con i giornalisti internazionali, ha guardato nella telecamera e ha dichiarato: “Amo Mako. Vorrei trascorrere tutta la mia vita con lei”.

La storia tra Mako e Komuro non è stata certo semplice né libera da ostacoli. E non soltanto per via delle resistenze della famiglia reale del plurimillenario trono del Crisantemo – e anche di buona parte dell’opinione pubblica nipponica - di fronte alla disparità di nascita, ma ancor di più per via di una sequela di scandali, maldicenze e questioni giudiziarie che hanno coinvolto la famiglia dello sposo e hanno avvelenato praticamente ogni istante della romantica vicenda tra i due. Non molto tempo dopo che la principessa e il borghese Komuro hanno annunciato il loro fidanzamento, quattro anni fa, il pubblico ha iniziato a mettere in discussione la sua scelta. I tabloid scandalistici giapponesi si son scatenati, rivelando che la futura suocera della principessa aveva avuto in prestito 4 milioni di yen, circa 32.000 euro, da un ex fidanzato che non aveva mai rimborsato, e insinuando che il povero Komuro stesse cercando di sposare la principessa imperiale per soldi. Il padre della principessa, da parte sua, ha negato l’approvazione al matrimonio, citando lo scandalo e l’opinione pubblica incarognita. I paparazzi hanno inseguito ovunque il 30nne Komuro dopo la sua partenza per New York, per frequentare la Fordham Law School, criticando e mettendo alla berlina un po’ tutto di lui, dai capelli arruffati allo stile alimentare. Gli attacchi sui social media sono stati così numerosi e selvaggi, da lasciare la principessa letteralmente prostrata, con una diagnosi per disturbo da stress post-traumatico.

Quando il promesso sposo è tornato in Giappone, alla fine del mese scorso, per sottoporsi alla quarantena prima del matrimonio, l’assalto dei media giapponesi è diventato ancora più frenetico, al limite dell’assurdo. Giornali e pubblico in Giappone si sono detti letteralmente “scioccati” per il fatto che il giovane era rientrato da New York sfoggiando una … coda di cavallo. Un tabloid settimanale scandalistico tra i più popolari ha subito riferito che un funzionario della corte reale aveva schernito la scelta di Komuro di indossare un abito gessato – invece di uno in tinta unita nero o blu – per incontrare i suoi futuri suoceri. In alcuni sondaggi, ben l′80% degli intervistati ha affermato di essere contrario al matrimonio. Una brutta storia, sotto ogni punto di vista, che non fa certamente fare bella figura né alla stampa del Sol Levante né alla maggioranza dell’opinione pubblica giapponese.

I due, e soprattutto la povera Mako, hanno cercato idi fronteggiare come hanno potuto l’ondata di aggressività diffusa, cercando in ogni modo di smorzare il risentimento e i feroci attacchi, arrivando persino a scusarsi pubblicamente per la loro scelta. La principessa ha detto: “Riconosco che ci sono varie opinioni sul nostro matrimonio. Mi dispiace molto per le persone a cui abbiamo dato problemi. Sono grato per le persone che sono state silenziosamente preoccupate per noi, o per quelle che hanno continuato a sostenerci senza essere confuse da informazioni prive di fondamento”. Durante la conferenza stampa di oggi, poi, per evitare di dover affrontare domande spiacevoli, la coppia ha chiesto di rispondere per iscritto a cinque domande dei giornalisti presentate in anticipo e, per non venire accusati di sprecare i soldi dei contribuenti, ha pagato di tasca propria l’affitto della stanza dove si è tenuto l’incontro.

Gli attacchi rabbiosi contro i due e l’ostilità che si è concentrata attorno alla loro storia sono un segnale di un profondo malessere che da tempo si è diffuso nell’Impero del Sol Levante, proprio in riferimento all’istituzione monarchica. La monarchia più antica del mondo, infatti, deve confrontarsi con un’incombente crisi di successione e il matrimonio della principessa ha messo luce un problema che il governo ha rifiutato, fin qui, di affrontare. Come Figlio del Cielo, discendente diretto di divinità mitiche, e come capo sacerdote e incarnazione di tutte le qualità soprannaturali nella religione nazionale, lo Shintoismo, l’imperatore resta per la stragrande maggioranza dei giapponesi un’icona divina e si erge come un simbolo del Giappone tradizionale. E questo malgrado gli americani, dopo la sconfitta seguita alla Seconda Guerra Mondiale, avessero imposto al Giappone devastato dal conflitto anche l’umiliazione della formale rinuncia della valenza divina della famiglia imperiale all’allora imperatore Hirohito. Adesso, gli attacchi virulenti sulla scelta del partner della principessa Mako, nascondono un forte “panico esistenziale” da parte dell’opinione pubblica nipponica, abituata a considerare la sua famiglia reale garante delle tradizioni e quindi della stabilità del Paese, e che vede tutto questo messo in discussione dalla vicenda della ormai ex principessa.

Secondo la legge di successione degli imperatori del Giappone, alle donne non è permesso regnare, e il ruolo della donna alla corte imperiale è stato per secoli storicamente relegato agli intrighi di palazzo e al ruolo di concubine. All’epoca dell’imperatore Mutsuhito (nato nel 1852), il sovrano viveva nel palazzo imperiale di Kyoto circondato da quasi trecento donne. Controllavano chi lo vedeva, cosa poteva fare e non fare, cosa indossava, cosa mangiava e quando andava a letto. Queste dame di compagnia venivano scelte da famiglie di nobili quando erano giovani ragazze e la maggior parte trascorreva l’intera vita nel palazzo. I genitori erano ansiosi di offrire volontariamente le loro figlie perché avere un membro della famiglia negli appartamenti interni dell’imperatore dava loro influenza a corte. Tutti parlavano una forma arcaica di giapponese chiamata gosho kotobao linguaggio di palazzo, incomprensibile alla maggior parte dei giapponesi. Un rigido ordine gerarchico dava grande potere alle dame di corte di rango superiore. Potevano tenere isolato un imperatore, suscitando – inutilmente - il furore dei suoi ministri. Tra queste donne, nel corso dei secoli, cene furono alcune di straordinario intelletto e talento, come Lady Murasaki, che nell’XI secolo scrisse un capolavoro, Il racconto di Genji. Era loro responsabilità servire e divertire l’imperatore e assicurarsi che avesse molti eredi, se l’imperatrice non fosse riuscita a dargliene.

A causa delle leggi successorie ancora in vigore, la principessa Mako ha dovuto rinunciare al suo titolo reale (e al suo appannaggio milionario pagato dallo stato) sposando una persona comune, e a causa di questo matrimonio diventerà lei stessa una persona comune. Tutti i figli che avrà non saranno nella linea di successione al trono del Crisantemo. La stragrande maggioranza del pubblico giapponese pensa che la legge dovrebbe essere modificata in modo che le donne, inclusa la principessa Aiko, figlia diciannovenne dell’attuale imperatore, Naruhito, possano sedersi sul trono, e un recente sondaggio di Kyodo News ha mostrato come circa l′80% desideri che anche i figli nati da donne reali come la principessa Mako restino in linea di successione. Un sentimento modernizzatore di grande apertura, che però cozza apertamente con l’ostilità e gli attacchi rivolti ai neo sposi “imperiali” Mako e Komuro, reso ancora più problematico dalla posizione dell’ala conservatrice del Partito Liberal Democratico al governo, che finora si è fermamente opposta a qualsiasi cambiamento che consentisse alle donne di regnare o ai figli di donne reali di unirsi alla linea di successione. Il Giappone moderno – almeno per quanto riguarda la sua classe politica – resta in realtà molto poco moderno quando si parla di uguaglianza tra i sessi e ancor meno quando si parla di modernizzare la sua storia imperiale.

Ora che si sono sposati, la principessa, che sarà conosciuta semplicemente come “Signora Mako Komuro”, ha già dichiarato che intende trasferirsi a New York per raggiungere il marito. Avendo dovuto rinunciare all’appannaggio reale del valore di circa quasi un milione e mezzo di dollari, la coppia dovrà vivere inizialmente solo con lo stipendio di Komuro. La principessa ha conseguito un master in studi su musei e gallerie d’arte presso l’Università di Leicester in Gran Bretagna e ha lavorato in un museo a Tokyo per più di cinque anni, quindi potrebbe essere in grado di trovare un lavoro nel mondo dell’arte di New York, o almeno così spera, ha detto ai giornalisti. Non prima di avere dichiarato, rispondendo a una domanda precedente, che da adesso in poi desidera soltanto “condurre una vita pacifica, nel mio nuovo ambiente. Lontana dal clamore e dai riflettori”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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