Addio a Angelo Licheri, l'eroe che provò salvare Alfredino Rampi

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AGI - Un piccolo grande eroe che a Vermicino tentò di salvare la vita ad Alfredino Rampi a rischio della propria: Angelo Licheri si è spento all'età di 77 anni in una casa di riposo di Nettuno dove era ricoverato da otto anni, costretto in sedia a rotella e quasi cieco per via del diabete. Originario di Gavoi in Sardegna, Licheri 40 anni fa si calò a testa in giù nel pozzo artesiano in contrada Vermicino a Finocchio, alle porte di Roma, per tentare di salvare il bambino di sei anni che per 60 ore tenne l'Italia con il fiato sospeso, fino al tragico epilogo.

"Ciao Angelo. Oggi è un giorno di lutto, grande commozione e memoria per tutti noi del Centro Alfredo Rampi", ha scritto su Facebook l'associazione nel dare notizia della morte. Il 10 giugno del 1981, quando Alfredino precipitò nel pozzo, Licheri aveva 37 anni e lavorava per una tipografia a Roma. Inizialmente seguì la diretta televisiva dei soccorsi, ma il 12 giugno decise di partite per Vermicino per tentare di salvare la vita al bambino, sfruttando il suo fisico esile.

L'"Uomo ragno", come fu ribattezzato, rimase per 45 minuti a testa in giù, in mutande e canottiera per fare meno attrito con le pareti del cunicolo, tentando in ogni modo di tirar fuori Alfredino. Un'esperienza che lo segnò per il resto della vita e della quale non è più riuscito a far meno di parlare. Negli anni ha più volte raccontato l'incontro con Alfredino, dei numerosi tentativi di salvarlo, di come, per consolarlo e incoraggiarlo, gli promettesse in regalo una bicicletta. Così come di quell'ultimo saluto tanto sofferto, un bacio volante e "Ciao piccolino".

"Un uomo umile e generoso, l'eroe della porta accanto, nel quale si incarnò la speranza di tutta l'Italia di rivedere sano a salvo Alfredino Rampi": Così lo ha ricordato il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas. "Il suo esempio di altruismo e di eroica generosità - ha aggiunto - ci rende orgogliosi come sardi e resterà vivo nei nostri cuori, cosi' come il ricordo della piccola vittima della tragedia. Sono certo che Alfredino lo abbia accolto in Cielo, con quell'abbraccio che purtroppo, quel giorno, non fu possibile". 

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