Addio a Carlo Federico Grosso

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''E' morto Carlo Federico Grosso, che fu vicepresidente del Csm tra il '96 e il '98. Il Consiglio partecipa al cordoglio dei familiari, lo ricorderemo nel modo più adeguato ''. Lo annuncia il vicepresidente del Csm, David Ermini, in apertura del plenum ha dato notizia della morte dell'avvocato penalista. Grosso, 81 anni, è stato tra i più noti penalisti italiani. Principe del foro, è stato avvocato nei grandi processi: dalla strage di Bologna al delitto di Cogne. Grosso è stato il primo difensore di Annamaria Franzoni nel processo per il delitto di Samuele, ed è stato legale di 'Repubblica' e 'L'Espresso'. Laureatosi nel 1959 con una tesi di diritto penale, Grosso aveva poi intrapreso la carriera di docente universitario negli atenei di Urbino, Genova e poi a Torino dove ha retto la cattedra di diritto penale dal 1974 al 2007 di cui è stato nominato professore emerito. Ha avuto anche un trascorso politico: è stato eletto al consiglio comunale di Torino come indipendente nelle liste del Pci, è stato vicesindaco del capoluogo piemontese (anni ottanta), consigliere comunale dal 1980 al 1990 e poi, dal 1990, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte. Grosso ha ricoperto anche l'incarico di vicepresidente del Csm (eletto nel 1996 ha ricoperto la carica fino alla scadenza naturale del mandato nel 1998). Negli anni 1998-2001 ha presieduto una commissione ministeriale per la riforma del codice penale nominata dall'allora ministro della giustizia Giovanni Maria Flick. Dopo un'ampia discussione pubblica con studiosi di diritto penale, avvocati e magistrati, nel 2001 ha consegnato al ministero il testo degli articoli della parte generale del codice. Nel 1998, su nomina dell'allora ministro per i beni culturali con delega allo sport Walter Veltroni, Grosso ha presieduto anche una commissione amministrativa di indagine in materia di doping. Come avvocato, ha tutelato le posizioni di tanti cittadini che erano parte lesa nei processi. E così Carlo Federico Grosso ha tutelato la posizione di oltre 32 mila portatori di bond come parte civile nei processi per il crack Parmalat davanti ai Tribunali di Parma e Milano, e, sempre come parte civile, ha patrocinato il Comune di Milano nel processo per i derivati davanti al Tribunale di Milano. È stato difensore dell'Eni e di suoi dirigenti in numerosi processi penali. Ha inoltre difeso Renato Soru davanti al Tribunale di Cagliari, Silvio Scaglia davanti al Tribunale di Roma, Calogero Mannino davanti alle sezioni unite della Cassazione e al Tribunale di Palermo nel processo sulla trattativa Stato-mafia Annamaria Franzoni e la famiglia saranno sempre "infinitamente grati all'avvocato Carlo Federico Grosso che, credendo fermamente nell'innocenza di Annamaria, non ha mai lasciato il caso nemmeno al termine del percorso processuale ". Paola Savio, legale di Annamaria Franzoni che ha finito di scontare la condanna definitiva per il delitto di Cogne, interpellata dall'AdnKronos, lascia la testimonianza indiretta di Annamaria e della famiglia Franzoni a poche ore dalla morte del penalista che riuscì ad ottenere la sua scarcerazione per 'mancanza di indizi'. Savio ricorda quando arrivò il momento di discutere in Cassazione il ricorso della Franzoni e lei, che aveva lavorato al ricorso, non poteva discuterlo non essendo ancora cassazionista. "Un ricorso scritto da un'altra persona poteva anche non piacere - ricorda l'avvocato Savio. Eppure Grosso, pacato e gentile, dopo essersi preso tempo per pensare, accettò di discuterlo al posto mio in Cassazione. Non dimenticherò mai le sue parole: 'Sarà un orgoglio discutere al posto suo il ricorso e potere ancora difendere quella donna'. Sono parole indelebili entrate a fare parte del mio bagaglio professionale".

''E' morto Carlo Federico Grosso, che fu vicepresidente del Csm tra il '96 e il '98. Il Consiglio partecipa al cordoglio dei familiari, lo ricorderemo nel modo più adeguato ''. Lo annuncia il vicepresidente del Csm, David Ermini, in apertura del plenum ha dato notizia della morte dell'avvocato penalista. Grosso, 81 anni, è stato tra i più noti penalisti italiani. 

Principe del foro, è stato avvocato nei grandi processi: dalla strage di Bologna al delitto di Cogne. Grosso è stato il primo difensore di Annamaria Franzoni nel processo per il delitto di Samuele, ed è stato legale di 'Repubblica' e 'L'Espresso'. Laureatosi nel 1959 con una tesi di diritto penale, Grosso aveva poi intrapreso la carriera di docente universitario negli atenei di Urbino, Genova e poi a Torino dove ha retto la cattedra di diritto penale dal 1974 al 2007 di cui è stato nominato professore emerito. 

Ha avuto anche un trascorso politico: è stato eletto al consiglio comunale di Torino come indipendente nelle liste del Pci, è stato vicesindaco del capoluogo piemontese (anni ottanta), consigliere comunale dal 1980 al 1990 e poi, dal 1990, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte. Grosso ha ricoperto anche l'incarico di vicepresidente del Csm (eletto nel 1996 ha ricoperto la carica fino alla scadenza naturale del mandato nel 1998). Negli anni 1998-2001 ha presieduto una commissione ministeriale per la riforma del codice penale nominata dall'allora ministro della giustizia Giovanni Maria Flick. Dopo un'ampia discussione pubblica con studiosi di diritto penale, avvocati e magistrati, nel 2001 ha consegnato al ministero il testo degli articoli della parte generale del codice. Nel 1998, su nomina dell'allora ministro per i beni culturali con delega allo sport Walter Veltroni, Grosso ha presieduto anche una commissione amministrativa di indagine in materia di doping. 

Come avvocato, ha tutelato le posizioni di tanti cittadini che erano parte lesa nei processi. E così Carlo Federico Grosso ha tutelato la posizione di oltre 32 mila portatori di bond come parte civile nei processi per il crack Parmalat davanti ai Tribunali di Parma e Milano, e, sempre come parte civile, ha patrocinato il Comune di Milano nel processo per i derivati davanti al Tribunale di Milano. È stato difensore dell'Eni e di suoi dirigenti in numerosi processi penali. Ha inoltre difeso Renato Soru davanti al Tribunale di Cagliari, Silvio Scaglia davanti al Tribunale di Roma, Calogero Mannino davanti alle sezioni unite della Cassazione e al Tribunale di Palermo nel processo sulla trattativa Stato-mafia 

Annamaria Franzoni e la famiglia saranno sempre "infinitamente grati all'avvocato Carlo Federico Grosso che, credendo fermamente nell'innocenza di Annamaria, non ha mai lasciato il caso nemmeno al termine del percorso processuale ". Paola Savio, legale di Annamaria Franzoni che ha finito di scontare la condanna definitiva per il delitto di Cogne, interpellata dall'AdnKronos, lascia la testimonianza indiretta di Annamaria e della famiglia Franzoni a poche ore dalla morte del penalista che riuscì ad ottenere la sua scarcerazione per 'mancanza di indizi'. 

Savio ricorda quando arrivò il momento di discutere in Cassazione il ricorso della Franzoni e lei, che aveva lavorato al ricorso, non poteva discuterlo non essendo ancora cassazionista. "Un ricorso scritto da un'altra persona poteva anche non piacere - ricorda l'avvocato Savio. Eppure Grosso, pacato e gentile, dopo essersi preso tempo per pensare, accettò di discuterlo al posto mio in Cassazione. Non dimenticherò mai le sue parole: 'Sarà un orgoglio discutere al posto suo il ricorso e potere ancora difendere quella donna'. Sono parole indelebili entrate a fare parte del mio bagaglio professionale".