Addio a Claes Oldenburg, estroso padre della Pop Art

(Adnkronos) - A Parigi una bicicletta gigante è sepolta in un prato del Parc de la Villette. A Milano un nodo con ago e filo si innalza in piazzale Cadorna. A Kassel un gigantesco piccone è conficcato lungo la riva del fiume Fulda. A Tokyo una "sega mostruosa" attacca un prato sul ciglio della strada e minaccia il ponte pedonale che lo sovrasta vicino al centro fieristico. A Colonia un cono gelato alto 12 metri è schiacciato sulla sommità del centro commerciale Neumarkt Galerie. Infine, alla Biennale di Venezia nel settembre del 1985 realizzò una strana nave a forma di coltellino svizzero, ideata con la moglie Coosje van Bruggen (1942-2009) e la complicità di molti amici, tra cui l'architetto statunitense Frank Gehry, che per tre giorni interpretò il Bucintoro per una performance intitolata "Il Corso del Coltello". Oggetti quotidiani, ingigantiti dalle dimensioni e anche dall'umorismo di un maestro della Pop Art, Claes Oldenburg, l'artista svedese naturalizzato statunitense morto il 18 luglio nella sua casa-studio di New York all'età di 93 anni.

Nessun artista - nemmeno i suoi contemporanei più celebri Andy Warhol e Roy Lichtenstein - ha creato un corpus di opere pubbliche in grado di competere con quello di Oldenburg, le cui sculture sovradimensionate di oggetti di uso quotidiano lo hanno reso il padre più estroso della Pop Art. In contatto nella sua giovinezza con Allan Kaprow, la cui influenza lo ha spinto alla sperimentazione di nuove tecniche espressive (happening, environment), Oldenburg ha elaborato in dipinti e sculture (spesso in scala gigante) tematiche legate alla civiltà dei consumi (Vetrina di pasticcere I, 1961-62, Museum of modern art di New York; Soft toilet, 1966, Whitney museum di New York). Ha reso poi gli oggetti delle sue sculture in modi più astratti e metaforici (Topo geometrico - Scala A, 1975, Moma; serie di strumenti musicali, 1992).

La collaborazione con la moglie, l'artista olandese Coosje van Bruggen (morta per un tumore al cervello nel 2009) inizia nel 1976 con "Trowel I" (Cazzuola I) collocato nel parco del Kröller-Müller Museum a Otterlo. Da allora hanno realizzato insieme oltre quaranta grandi progetti commissionati da città e musei di tutto il mondo. Tra i più recenti si ricordano: "Knife ship I" (1985) al Guggenheim Museum di Bilbao; "Lion's tail" (1999) ai Musei civici di Venezia; "Needle, Thread and Knot" (2000) in piazzale Cadorna a Milano; "Cupid's span" (2002) al Rincon Park di San Francisco; "Scultura per caso" (2006-07) al Castello di Rivoli; "The Sixties" (2012) al Museo Mumok di Vienna. Nel 2012 il Museo Ludwig di Colonia ha allestito un'ampia retrospettiva della sua produzione scultorea.

Claes Oldenburg nasce a Stoccolma il 28 gennaio 1929. Il padre è un diplomatico e la famiglia vive negli Stati Uniti e in Norvegia prima di trasferirsi a Chicago nel 1936. Studia letteratura e storia dell'arte alla Yale University, quindi arte all'Art Institute of Chicago nel 1950-54. Nel dicembre 1953 diventa cittadino degli Stati Uniti. Nel 1956 si trasferisce a New York e incontra numerosi artisti di arti performative, diventando una delle maggiori figure nell'ambito delle performance e degli happening tra anni cinquanta e sessanta. Nel 1959 la Judson Gallery a New York espone delle sue opere alquanto enigmatiche: immagini di figure umane mostruose e oggetti quotidiani create con più tecniche (disegno, collage, papier-mâché).

Nel 1961 Oldenburg apre nel suo studio "The Store" per presentare oggetti d'uso quotidiano in gesso. Viene riconosciuto come un esponente della Pop Art quando questa inizia a emergere nel 1962; nel 1964 espose alla Biennale di Venezia, dove tornò più volte in seguito. Nel 1967 realizza il suo primo monumento per uno spazio pubblico. In quegli anni inizia a proporre progetti colossali in alcune città, il primo dei quali è installato alla Yale University nel 1969: "Lipstick (Ascending) on Caterpillar Tracks". La maggior parte dei lavori di grandi dimensioni che realizzerà in seguito sono frutto della collaborazione con Coosje van Bruggen, che sposò nel 1977. A metà anni settanta, e poi ancora negli anni novanta, la coppia collaborò con l'architetto Frank Gehry, abbattendo i confini che separano la scultura e l'architettura.

Negli ultimi quattro decenni Oldenburg ha elaborato performance ed esposto il proprio lavoro in numerose occasioni. Il Museum of Modern Art di New York presentò una personale già nel 1969; nel 1985 a Venezia presentò la performance "Il corso del coltello"; nel 1995 la National Gallery of Art di Washington e il Museo Solomon R. Guggenheim di New York organizzarono una retrospettiva; nel 2002 il Whitney Museum of American Art di New York ha presentato una retrospettiva dei disegni di Oldenburg e van Bruggen e il Metropolitan Museum of Art di New York le loro sculture sul tetto del museo.

(di Paolo Martini)

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