Addio dalla guida del M5S: Di Maio smentisce ma i suoi ne parlano

Addio di Di Maio alla guida del M5S

Il dibattito interno al M5S sarebbe occupato prevalentemente dall’addio di Di Maio alla sua guida. Dopo l’indiscrezione secondo cui questa circostanza si verificherebbe tra il 20 e il 21 gennaio 2020, lo staff del leader non ha fatto tardare la smentita. Ma gli eletti grillini continuerebbero a parlarne.

Addio di Di Maio alla guida del M5S

Non era passato molto dall’uscita della notizia quando il ministro degli Esteri aveva specificato di non avere alcuna intenzione di dimettersi. L’insinuazione riguardava la possibilità di abbandonare il suo ruolo di capo del Movimento prima delle elezioni regionali del 26 gennaio 2020, evitando così di assumersi le responsabilità di una eventuale (ma quasi certa secondo tutti i sondaggi) sconfitta.

Nel definire l’articolo “surreale“, la nota aveva poi accusato l’autore di aver riportato il pensiero di “svariate fonti interpellate che sembrano però fare il tifo per una certa narrazione“. Sarebbero proprio queste fonti a voler accompagnare Di Maio alla porta, che affiorano non solo nella ricostruzione del retroscena ma anche nelle note di alcuni parlamentari che sono dalla parte del loro leader.

Questo è il momento di mostrare il vostro sostegno” sarebbe l’sms inviato sugli smartphone degli eletti grillini secondo il medesimo autore dell’indiscrezione. Secondo lui non sarebbe infatti un caso se poco dopo il suo articolo sono giunte le risposte di Laura Castelli e Manlio Di Stefano, fedelissimi di Di Maio. Senza contare le parole di Francesco D’Uva, Alfonso Bonafede o Riccardo Fraccaro che chiedono rispetto per il loro capo politico.

Un tentativo che servirebbe a oscurare le voci interne al Movimento che anche nell’assemblea congiunta alla Camera di giovedì 9 gennaio 2020 avrebbero continuato a vociferare delle dimissioni del grillino.