Addio a Giorgio Tupini, il collaboratore di De Gasperi che divenne manager Iri

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Giorgio Tupini, ex deputato Dc e stretto collaboratore di Alcide De Gasperi prima di diventare protagonista di una lunga e prestigiosa carriera come manager delle Partecipazioni statali, è morto a Fiuggi (Frosinone), alla vigilia del 99esimo compleanno. L'annuncio della scomparsa è stato dato ad esequie avvenute dalla sua famiglia, con i figli Claudio, Sergio, Umberto. Nato a Roma il 26 giugno 1922, figlio del senatore democristiano Umberto Tupini (membro dell'Assemblea Costituente, più volte ministro e sindaco di Roma), Giorgio Tupini era 'cittadino benemerito' di Fiuggi, città che amava profondamente e dove ha vissuto per oltre 20 anni.

Laureato in giurisprudenza e autore di numerose pubblicazioni giuridiche, Giorgio Tupini in vista delle elezioni del 18 aprile 1948 fu nominato capo della segreteria dell'ufficio studi propaganda e stampa (Spes) della Democrazia cristiana. Eletto alla Camera dei deputati, nel 1951 entrò a far parte del governo De Gasperi VII in qualità di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, carica alla quale venne confermato anche nei governi De Gasperi VIII e IX e nel successivo esecutivo Pella. Rieletto deputato alle politiche del 1953, rassegnò le dimissioni nel 1954, dopo la morte di De Gasperi. Alla sua collaborazione con la statista padre della Repubblica ha dedicato due libri: "De Gasperi. Una testimonianza" (Il Mulino, 1990) e "Alcide De Gasperi (1881-1954). Un popolare mitteleuropeo" (Quattroventi, 1995).

Successivamente Tupini intraprese la carriera di dirigente d'azienda nelle società del gruppo Iri: presidente e amministratore delegato della Navalmeccanica, dal 1955 al 1959, periodo nel quale fu attuato l'ammodernamento del cantiere di Castellammare di Stabia. Costituita alla fine del 1959 la Fincantieri, Tupini ne è stato il primo presidente, ricoprendo l'incarico fino a gennaio 1968. Proprio in quegli anni è stato avviato e realizzato un profondo riassetto dei cantieri del Gruppo Fincantieri, culminato nella concentrazione dell'Ansaldo, dei Cantieri Riuniti dell'Adriatico e della Navalmeccanica nell'Italcantieri, della quale è stato il primo presidente dopo la sua costituzione. Dal gennaio 1968 al 1974 ha ricoperto l'incarico di presidente e amministratore delegato della Finmeccanica, la holding che controllava le partecipazioni meccaniche dell'Iri e che durante il suo incarico registrò un importante incremento di produzione e di occupazione raggiungendo il livello di oltre 80.000 addetti. Nel 1974 lasciò la Finmeccanica per assumere la presidenza di Alitalia, che ha guidato fino al 1978. Nel 1974 fu nominato Cavaliere del Lavoro.

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