Addio a Lawrence Ferlinghetti, padre della beat generation

Massimo Basile
·2 minuto per la lettura

AGi - Padre spirituale del movimento Beat, Lawrence Ferlinghetti, scomparso oggi a 101 anni, aveva fatto della sua città d'adozione, San Francisco, il luogo di ritrovo di scrittori affermati, aspiranti autori, editori e librai.

Un "literary meeting place", come lo aveva definito lui stesso, il City Lights Booksellers & Publishers, creato nel '53, al confine di North Beach sulla Columbus Avenue, uno di quei luoghi diventati iconici a San Francisco come il Golden Gate Bridge o l'area turistica di Fisherman's Wharf.

L'anno chiave sarà tre anni dopo, nel '56, quando Ferlinghetti, nato a New York da padre italiano di Brescia, e madre francese ebrea sefardita, diede alle stampe il famoso poema di Allen Ginsberg, "Howl", "Urlo", opera scandalosa e oscena, e che portò lo scrittore e editore italoamericano in carcere con l'accusa di aver pubblicato "testi indecenti".

In nome del famoso Primo Emendamento, che garantisce la libertà d'espressione, Ferlinghetti venne scarcerato e "Urlo", grazie anche al caso politico che aveva scatenato, divenne una delle poesie beat più famose al mondo.

Mr Lawrence, come lo chiamavano con deferenza, è stato lui stesso un prolifico autore, pittore, attivista. Da "A Coney Island of the mind", la più famosa raccolta di poesie, tradotta in nove lingue, a "Her", da "The secret meaning of things" ai più recenti "Pietà per la nazione" e "Il lume non spento".

Ferlinghetti è stato tra gli intellettuali più amati, non solo dai giganti della Beat generation come Ginsberg e Jack Kerouac, ma dai giovani, per i suoi messaggi impegnati, i temi sociali, la perenne sfida al pensiero dominante, così come la cultura pacifista uscita rafforzata dalla sua esperienza nella Seconda guerra mondiale, dove si arruolò nella Marina.  

in quel periodo scoprì, dovendo presentare il certificato di nascita, che il padre non si chiamava in realtà Ferling, ma Ferlinghetti, cognome che lo scrittore avrebbe preso e non lasciato più a cominciare dalla sua prima opera, "Pictures of the gone world", pubblicato nel '56.

Con quel cognome poco americano, Ferlinghetti è diventato icona mondiale. Si narra che un giorno, uscendo dalla sua libreria, lo scrittore avesse incontrato un suo grande fan, che lo aveva salutato nervosamente prima di scappare quando il poeta aveva risposto al saluto. Quel ragazzo era Jim Morrison.