Addio Margaret Nolan, Bond Girl indimenticabile in Goldfinger, musa, artista e donna extra-ordinaria

Di Elisabetta Moro
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Photo credit: Matt Green - Getty Images
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From ELLE

Girare un film con i Beatles ed essere la Bond Girl dei titoli di testa di Goldfinger. Tutto in una vita sola. Ci è riuscita Margaret Nolan, garantendosi il lasciapassare per una fama immortale da icona di un cinema che non c'è più. Del resto, l'attrice e modella "era al centro di tutto ciò che era cool negli anni '60", o almeno così l'ha descritta il regista britannico Edgar Wright. Margaret Nolan ci ha lasciati domenica a 76 anni, si era ormai ritirata dalla scena pubblica e si dedicava alla sua arte nelle campagne dell'Andalusia, ma aveva da poco recitato nel film di Wright Last Night In Soho, che uscirà nelle sale nella primavera del 2021.

Photo credit: Silver Screen Collection - Getty Images
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Margaret Nolan nasce a Hampstead, Londra, nel 1943. È il suo primo marito, Tom Kempinski - che allora era un attore del National Theatre - a spingerla a tentare la carriera come modella e attrice. La fama arriva di colpo, quando Nolan ha solo vent'anni. Nel 1964, infatti, viene scelta per i titoli di testa del film di 007 Goldfinger: "Stretta in un bikini di pelle dorata" - racconta il New York Times - "la sua pelle dipinta della stessa tonalità scintillante, la statuaria Margaret Nolan rimase ferma mentre le scene del film di James Bond appena finito venivano proiettate sulle sue curve". La sequenza è passata alla storia tanto da entrare, nel 2012, nella collezione del MoMA come un'opera di design a sé stante insieme al relativo materiale preparatorio. Nolan diventa a tutti gli effetti la Goldfinger girl: appare sulla locandina del film, sulla copertina del disco e su quella del libro. Lei, però, accetta di prestare la sua immagine solo a una condizione: quella di avere un piccolo ruolo anche nel film e dunque interpreta Dink, una massaggiatrice che appare brevemente con James Bond, allora un giovane Sean Connery.

Finite le riprese, Nolan rifiuta un contratto di due anni per la promozione del film lasciando tutti di sasso. Ma la ragazza ha le idee chiare e vuole dedicarsi alla sua carriera come attrice. Sempre nel 1964, appare con i Beatles nel film A Hard Day's Night e poi in diverse commedie come Witchfinder General, The Great St Trinian's Train Robbery e il dramma di Marcel Carné Three Rooms in Manhattan. Inizia anche una lunga collaborazione con la serie di film Carry On e allo stesso tempo partecipa ad un'ampia varietà di programmi tv.

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Celebrating 55 years of the third James Bond film “Goldfinger” which was released in the United States on the 9th of January 1965. In the "Goldfinger" novel, Ian Fleming gave James Bond a choice of cars to pursue Auric Goldfinger across the continent: an Aston Martin DBIII or a Jaguar XK150 — with Bond selecting the Aston for its hidden weaponry and "an inconspicuous colour -- battleship grey." By the time "Goldfinger" came to America's movie houses on this date in 1965, the DBIII was no longer in production, so the producers went with the updated Aston Martin DB5 (In both plots, Bond had to surrender his Bentley). The film car was the first DB5 Aston Martin built, and the now-famous "BMT 216A" license plate was its real-world legal registration. Today, it's the most famous vehicle in the world; and it's entrance (and exit) in "Casino Royale" "Skyfall" and "SPECTRE" was epic. Guy Hamilton remarked, "Before Goldfinger, gadgets were not really a part of Bond's world." Production designer Ken Adam chose the DB5 because it was the latest version of the Aston Martin. The company was initially reluctant, but was finally convinced to make a product placement deal. In the script, the car was armed only with a smoke screen, but every crew member began suggesting gadgets to install in it. Hamilton conceived the revolving licence plate because he had been getting lots of parking tickets, while his stepson suggested the ejector seat (which he saw on TV). A gadget near the lights that would drop sharp nails was replaced with an oil dispenser because the producers thought the original could be easily copied by viewers. The release of the film led to a number of promotional licensed tie-in items, including a toy Aston Martin DB5 car from Corgi Toys which became the biggest selling toy of 1964. #jamesbond #007 @007 @ianflemings007 #goldfinger @astonmartinlagonda #danjaq #eonproductions @mgm_studios #unitedartists #albertbroccoli #harrysaltzman #guyhamilton #tedmoore #kenadam #johnstears #johnbarry #seanconnery #gertfröbe #honorblackman #shirleyeaton #taniamallet #haroldsakata #bernardlee #loismaxwell #desmondllewelyn #ceclinder #nadjaregin #margaretnolan #bobsimmons

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Negli anni '80 si ritira a vita privata per dedicarsi alla famiglia (ha due figli, Oscar Deeks e Luke O'Sullivan) e anni dopo si trasferisce in una fattoria Spagna dove inizia a disegnare e dipingere. Tramite la sua arte, Nolan ripercorre gli anni della sua fama e si riappropria di quelle immagini patinate: "Quando sono arrivata in Spagna", racconta in un'intervista del 2007, "ho ripreso in mano tutte le mie foto, volevo davvero buttare via tutto, ma le ho guardate e ho pensato che fossero troppo belle. Avevano il tipico look degli anni Settanta: non ci era permesso avere un'espressione sul nostro viso. L'idea era quella di apparire bella e passiva, come piaceva agli uomini". Nolan, quindi, utilizza le vecchie foto per farne dei fotomontaggi, riflettere sullo sguardo maschile oggettificante e destrutturarlo con una consapevolezza che all'epoca degli scatti non aveva. "Una parte di me viveva dietro questo schermo delle aspettative degli uomini", spiega, "e dell'idea che se sei una ragazza carina, questo è il tipo di categoria in cui ti inseriscono. L'idea era che io fossi lì come donna passiva, che veniva guardata, ma dietro tutto, dietro i miei occhi, ovviamente sapevo cosa stava succedendo".