Addio a Tony Vaccaro, fotografò la guerra con l'occhio del soldato

Charly Triballeau/ AFP

AGI - Tony Vaccaro, fotoreporter di antica data, è morto all'età di 100 anni lo scorso mercoledì nella sua casa a Long Island City, nel Queens. Famose le sue foto scottanti, rimaste per decenni non vedibili dopo la guerra. E poi anche il suo lavoro è stato apprezzato anche nel bel mondo della moda, dei viaggi, come fotografo di celebrità per le principali riviste americane.

Appena ventenne, durante il viaggio verso la Normandia solo dodici giorni dopo il D-Day del 6 giugno 1944, Vaccaro, arruolatosi nell'esercito degli Stati Uniti, nascose la sua macchina fotografica sotto l'impermeabile, mise l'obiettivo dietro un buco che aveva praticato e fotografò tutte le imbarcazioni alleate che si trovavano nel Canale della Manica. Due delle sue immagini più famose, vere e poprrie icone, hanno fissato l'attimo delle morte di due uomini della sua stessa unità, tutt'e due l'11 gennaio 1945, vicino a Ottré, in Belgio, durante la Battaglia delle Ardenne: “The Last Step of Jack Rose" ritrae un commilitone che corre con il suo fucile quando, in una frazione di secondo, le schegge di un proiettile tedesco esplose nelle vicinanze lo raggiungono e lo uccidono. Nel foto il fumo del colpo si vede perfettamente, mentre "White Death: Photo Requiem for a Dead Soldier, Private Henry I. Tannenbaum" mostra i resti di un soldato il cui corpo era parzialmente coperto dalla nevicata quando Vaccaro lo raggiunse la mattina dopo la sua morte.

“Volevo che questa foto fosse quella di un milite ignoto”, ha ricordato a suo tempo Vaccaro nel documentario della Hbo che ricevette la nomination agli Emmy. E poi, ha aggiunto: “Ho visto che si trattava derl mio amico Henry Tannenbaum. Eravamo tutt'e di New York. Un giorno m'ha mostrato la foto della sua famiglia e del suo bambino”, che aveva appena due anni quando suo padre rimase ucciso. D

iventato adulto, venuto a conoscenza dell'esistenza della fotografia, il figlio del soldato Tannenbaum si decise a contattare Tony Vaccaro, che gli regalò lo scatto firmato per poi accompagnarlo nel 2002 sul luogo dove il padre è morto. Insieme hanno deposto una ghirlanda sul campo che è poi stato dedicato dalla rete americana degli orfani della Seconda Guerra Mondiale allo stesso Tannenbaum e altri membri dell'83a divisione di fanteria. Nel 2017 Samuel ha dichiarato che “il proiettile che ha ucciso mio padre ha distrutto anche la mente di mia madre e ha messo fine alla mia infanzia".

Da studente delle superiori nei sobborghi di New York City, Tony Vaccaro era rimasto subito affascinato dalla fotografia. Due mesi dopo la sua laurea, quando si arruolò nell'esercito durante la Seconda Guerra Mondiale, ha mostrato a un capitano le foto che aveva scattato per il suo annuario chiedendo un incarico come fotografo di guerra accanto nei Signal Corps. "Le immagini sono fantastiche", gli disse l'ufficiale. Ma poiché non aveva esperienza di combattimento ed era troppo giovane per essere un fotografo esperto, “venne rifiutato”, racconta il New York Times nel ricordarlo.

A 21 anni, però, era abbastanza grande per divenire fante, così Vaccaro trascorse 272 giorni in guerra con l'83a divisione di fanteria, che si fece strada dalla Normandia fino alla Germania.