Adrian, Celentano dedica “L’emozione non ha voce” a Ilaria Cucchi

Adriano Celentano Ilaria Cucchi

Durante Adrian, su Canale 5, Adriano Celentano ha dedicato L’emozione non ha voce a Ilaria Cucchi. Una dedica venuta dal cuore che ha fatto venire inevitabilmente la pelle d’oca a chi lo ha ascoltato. Pronta la risposta della sorella di Stefano Cucchi, che lo ha ringraziato attraverso un post su Facebook.

La dedica di Adriano Celentano a Ilaria Cucchi

Una dedica in grado di far venire la pelle d’oca, quella rivolta da Adriano Celentano a Ilaria Cucchi. Durante Adrian, infatti, ha cantato L’emozione non ha voce, regalando un momento particolarmente toccante, con la sua voce inconfondibile. “Grazie Adriano Celentano per le tue parole e per aver dedicato a me la tua bellissima canzone. Stasera mi sento di dire solo questo”, ha scritto su Facebook la sorella di Stefano Cucchi, ringraziando in questo modo Celentano per la bellissima dedica.

Inevitabili i commenti da parte del popolo del web, con molti utenti che ne hanno approfittato per dimostrare la loro approvazione. “L‘emozione non ha voce per una donna che ha lottato con tutta se stessa per amore. Ilaria Cucchi”, ha scritto ad esempio un utente su Twitter. Mentre un altro ha scritto: “Adrian che dedica Io non so parlar d’amore ad Ilaria Cucchi. Pelle d’oca“, oppure “Adriano Celentano ha appena dedicato a Ilaria Cucchi l’emozione non ha voce. È stato stupendo davvero“.

Del resto non è la prima volta che Adriano Celentano decide di fare una dedica alla famiglia Cucchi. Nel 2014, infatti, ha scritto un lungo post sul suo blog in memoria di Stefano Cucchi. “Ciao Stefano! Hai capito adesso in che mondo vivevi?”, scriveva infatti Celentano qualche anno fa. “Certo dove sei ora è tutta un’altra cosa. L’aria che respiri ha finalmente un sapore. Quel sapore di aria pura che non ha niente a che vedere con quella maleodorante che respiravi qui sulla terra”. Per poi aggiungere: “Ma adesso dove sei tu è tutto diverso. Lì si respira l’AMORE del “Padre che perdona” e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire. Sei finalmente libero di amare e scorrazzare fra le bellezze del Creato, senza più il timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti. Perché dove sei tu non si può morire. La morte non è che un privilegio dei comuni mortali e quindi proibito a chi non ha la fortuna di nascere. Un privilegio dell’ANIMA che, se non la uccidiamo del tutto, ci riconduce alla Vita ETERNA».