Adt (Confida): "Plastic free per alcuni è marketing"

webinfo@adnkronos.com
·2 minuto per la lettura

Prima del Coronavirus "la spinta ambientalistica si è concentrata sulla plastica senza considerare se la sua sostituzione fosse o meno più sostenibile. C'è stata una forte pressione che ha portato molte aziende a cavalcare l'onda trasformando il plastic free in occasione marketing". Così Michele Adt, direttore Confida, in occasione dell'incontro "Cambiare abitudini e scegliere packaging sostenibili" organizzato nell'ambito di FestivalFuturo di Altroconsumo.

"Anche nel nostro settore le richieste sono andate nella direzione della sostituzione, dei bicchierini, delle palette per il caffè, delle bottiglie d'acqua, ma il problema è il fine vita del prodotto. Nel 2020 il mondo è cambiato e la pandemia ci ha fatto capire l'importanza di alcuni prodotti in plastica monouso - continua - se c'è una cosa buona che possiamo portarci dietro da questa situazione è proprio l'attenzione alla sicurezza e all'igiene. Dobbiamo sicuramente ridurre la plastica monouso e continuare a cercare nuovi prodotti ma dobbiamo anche concentrarci sul fine vita della plastica".

E alla fine vita del prodotto è dedicato il progetto Revending di Confida, un progetto di economia circolare di cui siamo molto orgogliosi - spiega Adt - promosso con Corerpla e Unionplast. Accanto al distributore c'è un cestino per i bicchierini e le palette e un cestino per le bottigliette. Il vantaggio è una raccolta di un solo tipo di plastica, polistirolo compatto per bicchierini e palette e Pet per le bottigliette. Facendo una raccolta dedicata di prodotti dello stesso polimero si salta la lunga fase della selezione e si va direttamente al riciclatore.

"Abbiamo prodotto il primo bicchiere in plastica riciclata e dal 2021 speriamo che questo prodotto possa essere in commercio. Nel frattempo - conclude - con questa plastica riciclata stiamo producendo anche altri prodotti, dalle ciotole per i cani donate all'Enpa ai gadget".