Adusbef: +22,8% pignoramenti nel 2012, +100% in ultimo quinquennio

Roma, 1 dic. (LaPresse) - Nel 2012, rispetto all'anno precedente, l'incremento di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari potrebbe raggiungere il 22,8%, portando l'aumento - nel quinquennio 2008-2012 - al 100%. E' quanto emerge da una ricerca di Adusbef, che ha raccolto i dati nei principali tribunali italiani al 30 settembre e li ha proiettati al 31 dicembre. Circa 100mila le case mandate all'asta quest'anno.

Dopo l'aumento fisiologico dell'ultimo anno, spiega Adusbef, con un + 5,2%, si impennano i pignoramenti nel 2012, che passano da 37.347 nel 2011 a 45.859, con un aumento di 8.512 pignoramenti pari al 22,8%. Roma, 1 dic. (LaPresse) - Nel monitoraggio su 37 principali Tribunali, Prato registra la crescita percentuale maggiore, con un + 50,7% e + 108 pignoramenti (da 213 a 321), seguita da Bolzano con un + 44,3%. Terza la città di Cagliari con un +41,1%; quarta Roma, con + 32,6%; quinta Torino con + 31,8%; sesta Como con + 31,7%; settima Taranto + 31,4%; ottava Modena + 30,4%; nona Monza + 27,7%; decima Lecce + 23,4%.

In termini assoluti è Milano la città in cui c'è stato il maggior numero di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari. Nel capoluogo lombardo sono 5.149 nel 2012, 918 in più rispetto all'anno precedente, con un incremento del 19%. L'incremento minore, pari al 12,8%, è stato invece registrato a Napoli, con 1693 provvedimenti.

"Se vengono sommati gli aumenti dei pignoramenti dal 2006 - spiegano Elio Lannutti, presidente di Adusbef e Rosario Trefiletti, presidente di Federeconsumatori - arriviamo ad un incremento del + 139,8 per cento in sette anni, con la sparizione totale di una città (a scelta) come Udine, Andria, Arezzo o Ancona, e la disperazione di centomila famiglie che dopo aver fatto sacrifici, colpite dalla crisi sistemica prodotta dall'avidità dei banchieri, si ritrovano nella più totale disperazione spesso per il continuo stillicidio di posti di lavoro falcidiati, ma anche per la riforma Fornero, che ha generato decine di migliaia di esodati, senza stipendio né pensione".

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