Aereo precipitato, il mistero della rotta deviata. Perde peso l'ipotesi maltempo su Milano

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L’ultimo messaggio radar arrivava poco prima che l'aereo privato diretto a Olbia si schiantasse a San Donato alla periferia di Milano. “Perché avete deviato? Per evitare una turbolenza?". Cosi gli uomini di controllo hanno fatto questa domanda al pilota del jet di fabbricazione romena.

Erano le 13.07, tre minuti dopo il decollo dall'aeroporto di Linate. Il velivolo è rimasto in quota un paio di minuti, poi l'avaria, la discesa, lo schianto su una palazzina in costruzione a pochi metri dal capolinea della metropolitana.

In quella manciata di secondi il piccolo aereo si sarebbe discostato dalla rotta prestabilita, inviando dei parametri anomali. A riferirlo fonti dello scalo al Corriere della Sera. All’inizio si pensava a un problema dovuto al maltempo, una forte turbolenza. Ma non era quello il problema. Il pilota Dan Petrescu di 68 anni avrebbe risposto “No” alla domanda sulla turbolenza.

Il mistero sulla deviazione

In quel momento i bollettini meteo su San Donato mostrano pioviggine, vento leggero e nuvole basse. Il velivolo perde quota per sedici secondi fino a schiantarsi. Intanto nessuna delle otto persone a bordo, tra cui un bimbo di un anno, è sopravvissuta allo schianto sull’edificio disabitato.

A occuparsi del caso, adesso, saranno gli investigatori dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo. Si inizierà con le analisi della scatola nera. Stando agli esperti, non si possono escludere né un malore del pilota né il disorientamento in mezzo alle nuvole o forse addirittura il motore che potrebbe essersi "piantato".

Non risulta un allarme da bordo, ma un'anomalia è stata segnalata dalla torre" ha spiegato il procuratore aggiunto di Milano, Tiziana Siciliano. "Ora bisogna verificare di che cosa si tratta". Sarà aperta un'inchiesta per disastro colposo: "Il fascicolo sarà sicuramente per disastro aereo", spiega Siciliano, ma "andrà visto sulla scorta degli elementi che saranno portati".

Chi erano le vittime

A bordo c’erano anche un imprenditore italiano, il 33enne Filippo Nascimbene, e il figlio Raphael, nato a Milano nel 2020. Con l'uomo c'erano anche la moglie e la suocera, che sono invece di nazionalità francese.

Tra le vittime identificate c'è uno degli uomini più ricchi della Romania Dan Petrescu, proprietario e pilota dell'aereo. Aveva 68 anni, doppia cittadinanza tedesca e romena, ed era uno dei principali investitori nel settore immobiliare del suo Paese.

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