Aeroporti 2030 lancia la sfida su sostenibilità e integrazione

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Roma, 14 giu. (askanews) – La sostenibilità e l’innovazione sono sfide centrali per il futuro del trasporto aereo ed è un quest’ottica che è nata Aeroporti 2030, l’associazione fondata lo scorso anno e che raggruppa gli scali di Roma Fiumicino e Ciampino, Venezia, Treviso, Verona, Brescia. Sei scali che insieme rappresentano circa il 40% del traffico italiano e che intendono favorire l individuazione di nuove soluzioni ai piani di transizione digitale ed energetica.

Per questo Aeroporti 2030 ha promosso il Patto per la decarbonizzazione che ha l’obiettivo di imprimere una svolta radicale al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità al 2030 anche attraverso la necessità di fare squadra, come spiega il presidente dell’associazione, Alfonso Celotto:

“Una delle grandi sfide del futuro è proprio quella di avere aeroporti che lavorano in squadra e che lavorino anche in maniera differenziata per contemperare le diverse modalità di trasporto e quindi offrire un servizio sempre più sostenibile. Sostenibile significa che venga incontro all’ambiente, che funzioni meglio, che sia più efficiente. Tutto questo serve assolutamente a mettere a rete gli aeroporti ed è quello che stiamo facendo con Aeroporti 2030”.

In merito alla polemica sugli incentivi alla compagnie aeree che si sommerebbero ai contratti con le società aeroportuali, Celotto ha poi ricordato che la stipula di contratti di incentivazione è una prassi commerciale ampiamente diffusa a livello europeo e internazionale e non appare corretto ricondurre a questo meccanismo uno scorretto vantaggio competitivo in danno ai vettori tradizionali in grado di alterare in modo sleale le dinamiche concorrenziali.

Piuttosto, il futuro della rete aeroportuale italiana, anche per come si sta configurando il nuovo Piano nazionale degli aeroporti, sarà sempre più incentrato sull’integrazione e la differenziazione tra i vari scali del paese. Un modello giù presente negli scali rappresentati da Aeroporti 2030, come prosegue Celotto: “Sappiamo che in Italia abbiamo una cinquantina di aeroporti aperti al traffico civile e questi aeroporti vanno giustamente differenziati e integrati: prendiamo il caso di Ciampino e Fiumicino, prendiamo il caso di Traviso e Venezia. Sono aeroporti che ovviamente fanno parte della nostra associazione. Sono aeroporti che, anche se molto vicini geograficamente, parliamo di 20 chilometri di distanza, hanno due piattaforme operative completamente diverse e quindi in questo modo lavorano bene anche se così vicini”.

Insomma Aeroporti 2030 intende dare un proprio contributo allo sviluppo del settore sia in chiave di sostenibilità che di integrazione dei vari sistemi, perché, come ha ricordato Celotto, “Aeroporto green” non è un ossimoro, ma una modalità diversa di affrontare il trasporto.

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