Affidi illeciti, Aimi e Platis (FI): "cerico" rimane a enti pubblici

Cro/Mpd

Roma, 20 lug. (askanews) - "Il 'cerino' rimane ora agli enti pubblici, ci sono tutte le condizioni per fare luce anche sulle scelte operate nella bassa modenese 20 anni fa. Nelle parole dei difensori di Foti, e non si ritiene che sia solo uno scaricabarile, si evidenziano le responsabilità degli enti locali, anche quelli dell'Area Nord". Ad affermarlo, il Senatore Enrico Aimi e il Consigliere Provinciale di Modena Antonio Platis di Forza Italia a proposito dll'inchiesta Angeli e Demini sull'affido illecito di bambini.

"È così sempre più stretto - osservano - il filo che lega l'Unione Area Nord a Bibbiano. La bambina allontanata dalla famiglia a Mirandola nel 2011, poi spedita nel 2013 ad una comunità di Parma (legata al Cismai e al Centro Hansel e Gretel), successivamente affidata al cento La Cura di Bibbiano, è stata "dirottata" da quegli stessi servizi sociali che nel periodo 2008-2016, firmavano le determine degli affidamenti diretti al Cenacolo Francesco; gli stessi servizi che predisponevano le lettere "ciclostile" (sempre uguali ogni anno) da inviare alle famiglie della bassa che chiedevano conto dei loro bambini, strappati a fine anni 1990. I difensori di Foti dicono chiaramente che le responsabilità non possono essere del loro assistito, perché cittadino "privato", ma vanno ricercate nel pubblico. E qui - incalzano Aimi e Platis - possono parlare le assurde determine del 2017 con la Val d'Enza, così come le fredde carte di 20 anni fa. L'avvocato di Claudio Foti, soddisfatto per la revoca degli arresti domiciliari (ma in realtà permane l'obbligo di dimora), scarica sui Comuni ogni responsabilità in quanto, essendo lo psicologo un privato e non un funzionario pubblico, non può avere commesso il reato di abuso in atti d'ufficio. Il ministro Grillo chiede solo ora all'ordine professionale di valutare la sospensione di Foti, mentre il procedimento doveva essere radicato immediatamente". (Segue)