Affidi illeciti, allarme bomba a Bibbiano: "Escalation tensione"

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Roma, 16 gen. (askanews) - Allarme bomba, poi rivelatosi falso, questa mattina nella sede del Comune di Bibbiano: una telefonata anonima ha minacciato un attentato esplosivo ai danni dei Servizi sociali dell'Unione Val d'Enza, che hanno sede nel Municipio, la cui ex dirigente Federica Anghinolfi è coinvolta nell'inchiesta "Angeli e demoni" della Procura di Reggio Emilia sugli affidi illeciti dei bambini. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine: tutte le sedi di uffici comunali e Servizi sociali dell'Unione Val d'Enza a Bibbiano sono state comunque evacuate, poi la situazione è tornata alla normalità.

Ordinare l'evacuazione "è stata una decisione dolorosa, meditata, necessaria per tutelare l'incolumità di cittadini e lavoratori", ha detto il vice sindaco di Bibbiano Paola Delfina Tognoni, in una conferenza stampa con il presidente dell'Unione Val d'Enza Franco Palù e l'assessore alle Politiche Sociali dell'Unione Francesca Bedogni.

Per Palù "è ormai sotto gli occhi di tutti che le parole hanno come conseguenza i fatti. Il clima di tensione e odio che anima questa campagna elettorale e favorisce la strumentalizzazione di fatti di cronaca per meri fini elettorali rende l'aria irrespirabile e produce effetti dannosi e pericolosi per tutta la comunità".

"Non ci stancheremo mai di ripetere - ha detto Bedogni - che i sindaci dell'Unione Val d'Enza sono i primi a volere che sia fatta piena luce sui fatti oggetto d'indagine, nelle sedi opportune e nel più breve tempo possibile, perchè la tutela dei minori è una assoluta priorità, ma non possiamo non denunciare una escalation di tensione evidentemente collegata alla prossima scadenza elettorale, perchè allo stesso modo abbiamo il dovere di tutelare i lavoratori e tutti i cittadini".

Tognoni, Palù e Bedogni hanno quindi rivolto un appello "a tutte le parti politiche e alla stampa a occuparsi di questa vicenda con rispetto e senso di responsabilità, per garantire ai magistrati la serenità necessaria a svolgere il loro lavoro e permettere ai territori di poter elaborare quanto accaduto senza che episodi violenti continuino a funestare comunità già duramente colpite. Questa responsabilità appartiene a tutti".