Affidi illeciti, il sindaco di Bibbiano querela: c'è anche Di Maio

red/cro

Roma, 19 set. (askanews) - Il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti (PD), sospeso dalla carica ed ai domiciliari con l'accusa di abuso d'ufficio e falso ideologico nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Reggio Emilia sui presunti affidi illeciti, ha presentato una querela segnalando 147 fra post sui social e e-mail dal contenuto ritenuto offensivo o minatorio nei suoi confronti: tra i denunciati - come riporta la Gazzetta di Reggio - c'è anche il leader del M5S Luigi Di Maio per un post diffuso su Facebook (prima della crisi del governo Lega-5Stelle e del recente patto con il PD) in cui Di Maio criticava il Pd e lo stesso primo cittadino per lo "scandalo di Bibbiano".

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    Antonella Elia e Valeria Marini sono state protagoniste di uno scontro nella casa del GF Vip: la seconda è appena entrata a far parte del programma.

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    Niente televisione, niente Youtube, niente Netflix, niente videogame.

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    L'account ufficiale della Lega ha ricordato Kobe Bryant, morto tragicamente in un incidente aereo, twittando l'BorgonzoniPresidente.

  • Caso Desiree, il papà: "Ho cercato di salvarla, non ho potuto"
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    Caso Desiree, il papà: "Ho cercato di salvarla, non ho potuto"

    "Ho cercato di salvarla ma non ho potuto fare niente". Lo ha detto in lacrime il padre di Desiree Mariottini, Gianluca Zuncheddu, sentito al processo sulla morte della 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita il 19 ottobre del 2018 all’interno di uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. Davanti ai giudici della III corte d'Assise, l'uomo ha riferito di aver notato un cambiamento in Desiree e di averle trovato una carta stagnola bruciata, ma di non aver potuto fare nulla anche a causa del divieto di avvicinamento che aveva verso l'ex compagna e madre della ragazza.  Sul banco degli imputati, per la morte della giovane, ci sono 4 cittadini africani, Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, accusati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. In un'udienza a porte chiuse durata molte ore, sono stati sentiti oggi anche il medico legale che ha svolto l'autopsia e l'anamopatologo, il quale ha confermato lesioni compatibili con una violenza sessuale. Infine è stato ascoltato anche il nonno di Desiree, l'ultimo della famiglia a vederla in vita: l'uomo ha riferito di averla accompagnata da un'amica ma poi la 16enne ha telefonato - non dal suo cellulare - a casa per dire che non sarebbe tornata e che si fermava a dormire fuori.

  • È morta la blogger tunisina Lina Ben Mhenni
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    È morta la blogger tunisina Lina Ben Mhenni

    Affetta da tempo da una grave malattia cronica ai reni, è morta a soli 36 anni la popolare blogger e giornalista Lina Ben Mhenni, capofila della rivoluzione che nel 2011 ha messo fine al regime di Ben Ali. Ad annunciare la scomparsa del volto noto delle proteste popolari tunisine sono stati i suoi famigliari citati dai media locali ed internazionali. Docente di linguistica all'Università di Tunisi, Lina era ancor prima un'agguerrita militante per i diritti umani.Per anni e nonostante i rischi per la sua incolumità, sul suo blog 'a Tunisian girl' ('Una ragazza tunisina') non si stancava di denunciare le derive della dittatura, documentando anche il deteriorarsi delle condizioni di vita della popolazione nelle aree più depresse del Paese. Dopo la morte del venditore ambulante Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco il 17 dicembre 2010, è stata la prima cronista a raggiungere la città di Sidi Bouzid, culla di quella che lei chiamava la 'Rivoluzione della dignitaà.Lina andava in giro con la sua piccola telecamera per riprendere le prime manifestazioni contro il potere e poi postare i video sui social. Ha coperto la cronaca dell'intero movimento insurrezionale in lingua francese, inglese e araba, fino alla caduta del regime. Da questo suo lavoro è nato un libro intitolato "Tunisian Girl, blogger per una primavera araba". Colei che viene considerata la "voce della rivolta tunisina", è stata anche candidata al premio Nobel per la Pace, a soli 28 anni.Nonostante i gravi problemi di salute e il deteriorarsi del suo fisico Lina, figlia di Sadok Ben Mhenni, militante marxista imprigionato dall'ex presidente Habib Bourghiba, ha portato avanti fino alla fine le sue battaglie in difesa dei diritti fondamentali in Tunisia, sempre in prima linea nelle manifestazioni e nei processi attinenti alla liberta' di espressione. Per lei il buon esito della rivoluzione era solo una tappa verso una Tunisia pienamente democratica e moderna, in cui doveva esserci una chiara divisione tra politica e religione, che doveva garantire un futuro dignitoso ai giovani.Il suo attivismo aveva come nemici tutte le forme di corruzione, il fondamentalismo della politica, la tortura e i diritti violati, anche quelli dei detenuti. La donazione d'organo ricevuta dalla madre non aveva prodotto gli effetti sperati e le sue condizioni di salute si sono progressivamente aggravate, anche come conseguenza dei maltrattamenti inflitti dalla polizia e che lei stessa denunciava come "mirati". Negli ultimi mesi sui social Lina ha raccontato il suo "calvario": deplorava il cattivo stato degli ospedali della capitale, ma nonostante il rapido peggioramento si è rifiutata di lasciare il Paese, in cerca di cure alternative all'estero.

  • La Cina è pessimista: 80 morti e "il coronavirus può rafforzarsi, i contagiati aumenteranno"
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    La Cina è pessimista: 80 morti e "il coronavirus può rafforzarsi, i contagiati aumenteranno"

    La Cina aggiorna il bilancio delle vittime per il coronavirus, che sale a 80morti.

  • "Sì a misura Trump che nega visto a migranti poveri"
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    "Sì a misura Trump che nega visto a migranti poveri"

    Con 5 voti favorevoli e 4 contrari la Corte Suprema ha approvato la misura varata dall'amministrazione Trump che renderà più difficile ai migranti legali poveri ottenere il visto permanente, la famosa 'green card'. La misura, ideata dall'architetto della politica anti-immigrati di Donald Trump, il consigliere della Casa Bianca Stephen Miller, permetterà al governo di rifiutare il visto a migranti legali se stabiliscono che sono "un peso per il pubblico" perché dipendenti dall'assistenza pubblica. Il ricorso quindi al Medicaid, l'assistenza sanitaria pubblica per i redditi più bassi, o ai food stamps, buoni alimentari per le famiglie più povere, o altri programmi di assistenza ai ceti più poveri in futuro quindi potrebbe mettere in pericolo il rinnovo del permesso di soggiorno per immigrati legali.  Prima di arrivare alla Corte Suprema - dove a seguito della nomina di due giudici da parte del presidente Trump ora c'è una maggioranza conservatrice - la misura era stata bocciata da diversi giudici federali che avevano accolto i ricorsi dei gruppi che difendono i diritti dei migranti. Secondo la Kaiser Family Foundation questa misura metterebbe a rischio la concessione della green card per il 42% degli immigrati legali, mentre potrebbe imporre uno scrutinio più severo per il 94% dei richiedenti.

  • C’è posta per te, marito traditore chiede scusa: lei chiude la busta
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    C’è posta per te, marito traditore chiede scusa: lei chiude la busta

    Salvatore tradisce la moglie tre volte e poi le chiede scusa a C'è posta per te. Federica chiude la busta e se va

  • Chi sono i "dubbiosi" sul pontificato di Papa Francesco
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    Chi sono i "dubbiosi" sul pontificato di Papa Francesco

    Il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, li ha indicati come i responsabili del "distruttismo" che agita in queste giornate tormentate la Chiesa cattolica. Quell'atteggiamento, vale a dire, che tende a segare alla radice i tentativi di rinnovamento della comunità e magari anche dei semplici tentativi di capirsi e spiegarsi vicendevolmente al suo interno, come dovrebbe essere in qualsiasi agape.Loro però spesso si difendono ribadendo che la loro è solo affezione filiale alla Chiesa, e che ci sono dei dubbi espressi questi esistono per via della scarsa chiarezza delle posizioni dottrinarie dello stesso Papa. Insomma, la Chiesa è troppo amata per lasciarla in mani giudicate deboli. Solo una piccola parte arriva a posizioni sedevacantiste, vale a dire di non riconoscimento della persona di Bergoglio come legittimo Papa della Chiesa Cattolica.I tradizionalisti vengono una volta per tutte allo scoperto con una lettera firmata, il 19 settembre 2016, da ben quattro cardinali: Walter Brandmueller, Raymond L. Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner. Chiedono spiegazioni su alcuni aspetti dell'enciclica "Amoris Laetitia", che a loro dire ha creato difficoltà interpretative e confusione all'interno della Chiesa. Le chiamano, queste loro perplessità, "Dubia", alla latina. Un termine che ha fatto scuola.In Italia il fronte tradizionalista fa capo alla Fondazione Lepanto del professor Roberto De Mattei e a Tradizione, Famiglia e Proprietà di Julio Loredo: l'universo tradizionale è molto composito. Inutile dire che si tratta di una realtà composita, in qualche modo proteiforme, che agisce sia nel campo dei rapporti umani diretti, sia con grande disinvoltura sul web, dove contano su contatti a livello internazionale.Siti come Lifesite sono i loro interlocutori naturali e ricorrenti. Nell'aprile dello scorso anno definirono Francesco "eretico". A novembre hanno promosso una raccolta di firme nella quale condannano "gli atti sacrileghi e superstiziosi" che Jorge Mario Bergoglio avrebbe commesso durante il recente Sinodo sull'Amazzonia. Il riferimento è al caso della Pachamama, rappresentazione della Madre Terra nella cultura indio la cui effigie venne portata oltre le Sacre Mura in occasione del sinodo sull'Amazzonia. Insieme a Bergoglio mettono in guardia coloro che seguono il Papa dal rischio della "dannazione eterna".Dei quattro cardinali autori dei Dubia sulla linea di Bergoglio, Caffarra e Meisner sono deceduti. Burke ha rilasciato di recente una sibillina intervista alla testata americana The Wanderer. Come ai tempi di Liberio I e di Anastasio di Alessandria, bisogna essere pronti ad un lungo cammino di sofferenza nel nome della verità, ha detto.Secondo lui Liberio scomunicò Anastasio per una decisione politica (non voleva dispiacere all'imperatore). Chi sia l'uomo che lancerà la scomunica per amor di politica, chi sarà il santo vescovo destinato agli onori degli altari dopo una lunga prova è cosa da affidare alle interpretazioni personali. Da parte sua Brandmueller, amico di vecchia data di Benedetto XVI, che nei confronti del Sinodo panamazzonico ha avuto espressioni come "apostasia" ed "eresia".Un altro porporato che si è distinto per oltranzismo dottrinale è l'olandese Willem Jacobus Eijk, i cui stralisi dirigono contro l'intercomunione con i protestanti. Il vescovo Athanasius Schneider è forse il più attivo tra i presuli critici del corso attuale. L'attuale vescovo ausiliare di Astana, in Kazakhstan, non è favorevole a quella che vede come una equiparazione gerarchica tra confessione religiosa cristiano-cattolica e confessione religiosa islamica, che sarebbe presente nel documento che il Papa ha sottoscritto nel febbraio scorso con l'imam di Al-Azhar.Discorso a parte per l'ex nunzio apostolico a Washington, Carlo Maria Viganò. L'eco del suo memorandum di dodici pagine con cui ha domandato le dimissioni del Santo Padre circola ancora su alcune fonti tradizionaliste. Secondo le sue accuse, il Pontefice sarebbe stato avvertito per tempo della situazione creata dagli abusi dell'allora vescovo della capitale americana, McCarrick, e non avrebbe fatto niente.In una intervista ad una televisione messicana, Papa Francesco lo ha accusato di dire falsità. La questione Viganò (il quale pare sia stato visto a Monaco di Baviera a metà gennaio, con tanto di barba lunga, a manifestare contro la Chiesa aperturista) sarà affrontata da un dossier che sarà pubblicato a giorni in Vaticano.

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    GF Vip, Barbara Alberti torna nella casa: “Sono pronta al crimine!”

    Tornata nella casa del GF Vip a seguito di un malore, Barbara Alberti ha deciso di continuare il suo percorso all'interno del reality.

  • Alessia Marcuzzi copia Chiara Ferragni? I fan insorgono
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    Alessia Marcuzzi copia Chiara Ferragni? I fan insorgono

    Alessia Marcuzzi si è fatta un nuovo regalo ma in tanti l'hanno accusata di aver copiato in pieno lo stile di Chiara Ferragni.

  • Il figlio di Umberto Tozzi: "Per anni non si è fatto vivo: ora dice bugie su mia madre"
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    Il figlio di Umberto Tozzi: "Per anni non si è fatto vivo: ora dice bugie su mia madre"

    "Non uso il cognome di mio padre, Umberto Tozzi.

  • Virus Cina, dossier GB: "Cadaveri si spostano così"
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    Virus Cina, dossier GB: "Cadaveri si spostano così"

    "I cadaveri devono essere posti in sacchi sigillati, perché il virus può fuoriuscire dai polmoni". Sono le indicazioni fornite da Public Health England, l'agenzia del servizio sanitario nazionale del Regno Unito, su come gestire i cadaveri nel caso in cui ci fossero vittime causate dal coronavirus, l'epidemia che ha già contagiato oltre 2.000 persone in tutto il mondo facendo 56 morti in Cina.  Secondo quanto rivelato dal Sunday Times, che ha visionato in esclusiva il documento, il Public Health England avrebbe predisposto un dossier per mettere in guardia il personale sulla diffusione del virus e fornire una serie di indicazioni pratiche. "L'atto di spostare un paziente morto da poco su una barella per trasportarlo all'obitorio potrebbe essere sufficiente a sprigionare piccole quantità di aria dai polmoni e quindi configurare un rischio di lieve entità", è scritto nel dossier del servizio sanitario, stando a quanto riporta il Sunday Times. "Per il trasferimento del corpo -avvertono ancora le autorità- andrebbe usato un sacco e coloro che lo maneggiano dovrebbero utilizzare divise di protezione individuale". I medici che incontrano persone potenzialmente infette dovrebbero indossare "maschere a pieno facciale", mentre i medici generici dovrebbero evitare il contatto con i pazienti e metterli in quarantena immediata.  Nel Regno Unito, il numero dei pazienti testati per il coronavirus è salito a 52: tutti gli esami finora eseguiti hanno dato esito negativo. I timori in Gran Bretagna sono legati anche alle notizie provenienti dalla vicina Francia, dove sono stati confermati tre casi di persone contagiate dal coronavirus. Ieri il ministero degli Esteri ha predisposto un volo per i circa 200 cittadini e diplomatici britannici che si trovano a Wuhan. Intanto i funzionari del servizio sanitario stanno rintracciando le circa 2.000 persone che hanno recentemente volato nel Regno Unito dalla città cinese.

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    Vendono villa Lago di Garda a 19 mln e ne dichiarano 7, scoperti

    Sequestro della guardia di Finanza di Desenzano del Garda

  • Partecipa a una gara di cibo, donna muore soffocata
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    Partecipa a una gara di cibo, donna muore soffocata

    Una sessantenne è rimasta soffocata da un boccone di lamington durante la festa nazionale australiana

  • Mistero sullo schianto di un aereo militare Usa in Afghanistan
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    Mistero sullo schianto di un aereo militare Usa in Afghanistan

    Un aereo militare americano è precipitato nella provincia orientale afghana di Ghazni, nel distretto di Deh Yak, in territorio controllato dai Talebani. È mistero sia sulle cause dello schianto che sullo status delle persone che si trovavano a bordo e sul loro numero, sebbene una fonte militare abbia confidato a Fox che sul velivolo viaggiavano "meno di cinque persone".Il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che "un aereo degli occupanti americani si è schiantato nella provincia di Ghazni" e che "a bordo vi erano alti ufficiali della Cia oltre all'equipaggio". La dichiarazione ha lasciato campo aperto alle interpretazioni: per alcuni, i talebani hanno semplicemente reso noto che si tratta di un aereo militare americano, per altri è stata "una rivendicazione dell'abbattimento".Da Washington, alcuni alti funzionari hanno confermato alla Cbs che effettivamente si è schiantato un Bombardier E11-A che era in volo da Kandahar a Kabul. L'esercito Usa indaga senza fornire finora nessun commento ufficiale. Solitamente il velivolo viene usato per operazioni di intelligence e per favorire le comunicazioni dei militari.Un filmato diffuso in rete quando ancora non era chiaro a chi appartenesse il velivolo, mostrano il relitto in fiamme, completamente distrutto. È ben identificabile dalla livrea e dallo stemma dell'Air Force Usa. Le prime notizie diffuse parlavano di un volo passeggeri della statale Ariana Afghan Airlines, smentite poco dopo dalla stessa compagnia.Lo schianto dell'aereo è avvenuto in un momento in cui i talebani e gli Stati Uniti discutono i termini di un accordo sul ritiro delle forze statunitensi dall'Afghanistan, in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli insorti.

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    Gianni Morandi e il sostegno alle Sardine: “Sono allegre e simpatiche”

    All'indomani delle elezioni regionali in Emilia Romagna, il cantante Gianni Morandi ha espresso la sua simpatia per il movimento delle Sardine.

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    Aeroporto di Bari: il tunnel di luminarie che accoglie i turisti

    Aeroporto di Bari: tutto sul progetto del tunnel delle luminarie.

  • “Le mani di Erdogan sono sporche di sangue”
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    “Le mani di Erdogan sono sporche di sangue”

    “È Erdogan che mi considera un suo nemico. Io non l'ho mai considerato tale. Gli ho solo chiesto di mantenere le sue promesse. Il suo principale nemico è lui stesso”. Si esprime così Fethullah Gülen, 78 anni, esule negli Usa, predicatore islamico, fondatore del movimento Hizmet con milioni di seguaci, accusato di essere il mandante del fallito colpo di Stato del luglio 2016 (accusa che lo stesso Gülen ha sempre categoricamente respinto), il quale crede in un Islam moderato, considerato dal presidente turco come il suo principale nemico.Secondo Gülen, Erdogan “si crede l'uomo più intelligente del mondo” ma in realtà è mosso solamente “da sentimenti di gelosia, di odio e di vendetta”, tant' che “il suo governo è caduto in uno stato di paranoia”. “Mia sorella maggiore – racconta l'esule – deve vivere nella clandestinità e tutte le persone che hanno il mio stesso cognome vengono arrestate” ciò che rende il presidente turco un uomo con “le mani sporche di sangue”.“Erdogan ed io non siamo sulla stessa lunghezza d'onda”, aggiunge Gülen, “credo che si debba concedere più libertà e permettere che la lingua curda possa essere usata nelle scuole. Tutto ciò richiede uno Stato più decentrato. Se un giorno ci sarà una nuova riforma costituzionale dovrà ispirarsi alla Costituzione americana: concede grandi libertà ai cittadini”, conclude quello che viene considerato il capo dell'opposizione ad Erdogan all'estero.