Affitti in Galleria a Milano: i brand del lusso non pagano il Comune

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La Galleria Vittorio Emanuele II ospita gli showroom e i negozi di grandi marchi di moda ma non solo. Molte griffe negli anni sono riuscite ad accaparrarsi un’ importante vetrina sulla città, infatti, la Galleria si trova proprio nei pressi del Duomo. Nonostante i grandi nomi dei brand molti non sono in regola con il pagamento degli affitti nella Galleria al centro della città Milano. Il totale della morosità sembra superare i 18 milioni.

Affitti non pagati in Galleria a Milano

Avere un negozio o uno showroom all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II è un’opportunità unica di guadagno e visibilità per il proprio brand. Gli spazi commerciali in Galleria sono direttamente gestiti dall’area Patrimonio immobiliare del Comune. Tuttavia, alcuni commercianti non riescono a pagare l’affitto o non sono in regola nei pagamenti. Consultando le tabelle fornite dall’assessorato al Demanio, guidato da Roberto Tasca, al consigliere comunale Alessandro De Chirico, emerge una morosità che ammonterebbe a 18.819.787 euro. Questa operazione è stata fatta con l’obiettivo di capire veramente chi paga i canoni di affitto al comune e chi no.

Giuseppe Sala, sindaco di Milano, è stato informato della questione, ormai radicata nella realtà milanese, e ha dichiarato: «Ho chiesto all’assessore al Bilancio, Roberto Tasca, di farmi una relazione precisa, di dettaglio, per capire come intervenire. Credo che la situazione, visti gli interlocutori, sia ampiamente recuperabile, però bisogna farlo». Il periodo per i commercianti della Galleria non è uno dei migliori e alcuni hanno deciso di chiudere la propria attività, tanto che è stata aperta un’ asta da record per l’ex negozio Tim.

I brandi di lusso che non pagano

Tra la lista degli “inquilini morosi” spiccano i nomi di alcuni brand molto noti. Al primo posto c’è la grande casa di alta moda Prada, che deve ancora saldare al Comune 4.552.004 euro su un totale di affitto «emesso» di 11.736.509 euro. Altri brand lussuosi sono in debito con il comune come Luisa Spagnoli, Gucci, Armani e Chanel che dentro la Galleria ha un punto vendita dedicato al beauty. La libreria Feltrinelli deve al comune circa 830 mila euro, nell’ambito di un contenzioso tra la società e il comune per i canoni di affitto troppo alti mentre la libreria storica Rizzoli deve ancora pagare 120.896 euro su 483.412.

C’è anche chi non ha mai pagato come il ristorante Salvini, uno dei luoghi storici della città, deve ancora saldare l’intera somma per un totale di 899.568 euro di affitto. L’elenco continua con Massimo Dutti che deve 811.116 euro su 3.191.926 euro, l’hotel Townhouse deve 721.837 euro su 928.962, il ristorante Autogrill 603.672 euro 2.411.528, la maison di Louis Vuitton 455.419 euro su 1.811.853 e il marchio di abbigliamento Stefanel 346.566 euro su 689.097. Dalle tabelle risulta che anche la Banca Cesare Ponti affacciata su Piazza Duomo deve al Comune 257.976 euro, il Camparino 210.980 euro, l’hotel Seven Stars, uno dei più noti della città, deve 209.535 euro.