Affondo Draghi/Macron sulle regole Ue: "Giù i debiti, ma non con tasse o tagli di spesa"

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(Photo: DOMENICO STINELLIS via Getty Images)
(Photo: DOMENICO STINELLIS via Getty Images)

“Già prima della pandemia, le regole di bilancio dell’Ue andavano riformate. Sono troppo opache ed eccessivamente complesse. Hanno limitato il campo d’azione dei Governi durante le crisi e sovraccaricato di responsabilità la politica monetaria”. È quanto scrivono il presidente del Consiglio italiano Mario Draghi ed il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron in un editoriale che firmano insieme sul Financial Times, nel quale insistono sulla necessità di “una strategia di crescita dell’Ue per il prossimo decennio e e dobbiamo essere pronti ad attuarla attraverso investimenti comuni, regole più adatte e un miglior coordinamento, non solo durante le crisi”.

Secondo Draghi e Macron le regole di bilancio dell’Ue devono essere riformate se vogliamo garantire la ripresa. “La Commissione Ue - si legge in un altro passaggio - ha lanciato una consultazione sul futuro delle regole di bilancio dell’Ue e sono state avanzate proposte interessanti. Abbiamo bisogno di più spazio di manovra e di margini di spesa sufficienti per prepararci al futuro e per garantire la nostra piena sovranità. Il debito per finanziare tali investimenti, che certamente gioveranno alle generazioni future e alla crescita di lungo termine, dovrà essere favorito dalle regole di bilancio, dato che questo tipo di spesa pubblica contribuisce alla sostenibilità di lungo termine del debito”.

Tema centrale è quello del debito pubblico degli Stati, fortemente cresciuto in tempi di Covid. “Non c’è dubbio che dobbiamo abbassare i nostri livelli di indebitamento. Ma non possiamo aspettarci di farlo attraverso tasse più alte o tagli insostenibili alla spesa sociale, né possiamo soffocare la crescita attraverso aggiustamenti fiscali non praticabili” scrivono Macron e Draghi nella lettera. “La nostra strategia è quella di mantenere sotto controllo la spesa pubblica ricorrente attraverso riforme strutturali ragionevoli. Così come non abbiamo permesso che le regole ostacolassero la nostra risposta alla pandemia, allo stesso modo non dovranno impedirci di intraprendere tutti gli investimenti necessari”.

Fonti dell’Eliseo chiariscono che “Draghi e Macron non hanno lavorato
di nascosto” alla lettera, ma “hanno consultato diversi leader, in particolare il cancelliere tedesco Olaf Scholz”. Si è trattato, spiegano i francesi, “soltanto di lanciare un dibattito al quale contribuiranno nelle prossime settimane di presidenza francese dell’Unione europea altri Stati membri. Il testo di Draghi e Macron è stato condiviso con altri leader Ue ma a nessun altro è stato proposto di aggiungere la sua firma”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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