Afghanistan, "10 civili di una stessa famiglia vittime del raid Usa"

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Dieci civili, tutti della stessa famiglia, sono le vittime in Afghanistan del drone lanciato ieri dagli Stati Uniti contro kamikaze dello Stato Islamico (Isis) diretti in auto verso l'aeroporto internazionale Hamid Karzai di Kabul per condurre un attentato. Lo scrive il Washington Post citando familiari delle vittime, tra cui ci sarebbero anche dei bambini. Le fonti citate dal Washington Post spiegano che le vittime stavano uscendo in auto dal vialetto della loro casa quando sono state colpite dal drone. Gli Stati Uniti hanno aperto un'inchiesta.

Sei bambini secondo la Bbc, almeno sette secondo il Los Angeles Times hanno perso la vita nell'attacco a Khwaja Burgha, quartiere non lontano dall'aeroporto. Qui, secondo la ricostruzione del Los Angeles Times, Ezmari Ahmadi era appena rientrato dopo una giornata di lavoro. Erano le 16 e 30 e un gruppo di bambini, figli suoi e di altri parenti, sono arrivati attorno alla sua Toyota Corolla. Farzad, 12 anni, ha chiesto al padre di poter parcheggiare l'auto e nonostante le obiezioni di Ahmadi si è seduto al posto di guida.

E' stato questo il momento in cui un drone Usa ha colpito l'auto causando dieci morti. Lo racconta Emal, fratello della più grande delle vittime, Ahmadi, 40 anni, impegnato per una charity della California del sud. A perdere la vita anche un nipote di 25 anni, prossimo al matrimonio. E cinque bambini di età pari o inferiore ai cinque anni. Ramin Yousufi, un parente delle vittime, ha detto alla Bbc che i loro corpi sono stati dilaniati a tal punto da renderne impossibile il riconoscimento. E ha ricordato come la famiglia fosse nota per l'impegno nel volontariato, da oltre 20 anni, e non avesse alcun legame con lo Stato Islamico (Isis). "E' stato un errore, un attacco brutale. Ed è avvenuto sulla base di informazioni sbagliate - ha detto Yousufi -. Perché hanno ucciso la nostra famiglia? I nostri figli? Sono così bruciati che non possiamo identificare i loro corpi, i loro volti".

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