Afghanistan, Bachelet: “trattamento delle donne è la linea rossa”

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Roma, 24 ago. (askanews) – “Una linea rossa fondamentale per valutare i talebani sarà il trattamento di donne e bambine”: a parlare è Michelle Bachelet, Alto commissario Onu per i diritti umani. “Diritto di movimento, istruzione, espressione, lavoro in base alle norme internazionali e in particolare diritto all’istruzione secondaria di qualità per le ragazze”.

Le doverose parole di Bachelet sembrano fantascienza mentre i talebani pattugliano le strade di Kabul. Intanto il portavoce talebano Zabihullah Mujahid si rivolge alle persone in aeroporto che attendono di partire: “Non dovrebbero aver paura. Nessuno li bloccherà, dovrebbero tornare a casa e stare tranquilli”. Secondo Mujahid, l’amnistia copre tutto e i talebani sono solo animati dal desiderio di pace dopo vent’anni di sangue.

Per esempio qui nel mercato di Jalalabad i negozi sono aperti e i commercianti assicurano di essere contenti, ma sono tutti uomini. “Adesso per fortuna c’è una buona sicurezza più di prima, il mercato è aperto e la gente esce” dice uno di loro.

“Tutti dovrebbero riaprire e lavorare, non ci sono problemi di sicurezza” dice questo combattente talebano, “se qualcuno ha problemi ne parli al dipartimento più vicino siamo aperti anche a mezzanotte”.

I ponti aerei continuano all’aeroporto di Kabul. Decine di migliaia di collaboratori degli occidentali con le loro famiglie sono già partiti, in maggioranza per gli Stati Uniti, che come altri paesi stanno proponendo un rinvio della data del 30 agosto come scadenza finale del ritiro. Oltre ai collaboratori, ci sono gli altri e soprattutto le donne, metà della popolazione, a cui bisognerà pensare, anche dopo.

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