##Afghanistan, caos presidenziale: Ghani e Abdullah giurano entrambi

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Roma, 9 mar. (askanews) - Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah sono entrambi al Palazzo presidenziale di Kabul, divisi da pochi metri e qualche stanza vuota. Il primo ha vinto le elezioni presidenziali di settembre, e sta giurando fedeltà all'Islam e alla Costituzione. Il secondo è uscito sconfitto dalle urne, in un voto che non riconosce e denuncia come intriso di "brogli". Anche lui sta giurando fedeltà all'Islam e alla Costituzione.

Entrambi rivendicano la stessa poltrona, con un duplice giuramento mattutino giunto a sei mesi dal voto e al termine di un lungo, inutile, ultimo tentativo di ricomporre la frattura. Fuori dal recinto presidenziale, intanto, la città brucia. Due esplosioni scuotono la capitale, proprio mentre i due contendenti pronunciano la solenne formula del giuramento.

"Giuro in nome di Dio di obbedire e proteggere la santa religione dell'Islam, di rispettare e supervisionare l'applicazione della costituzione", dice Ghani, con un lungo turbante in testa, durante la cerimonia, poco prima di essere interrotto dalle due epslosioni nel pieno centro della capitale. Ghani si ferma per un istante. Avverte, assieme a tutti i presenti, il boato delle bombe. Poi ricomincia. "Non ho un giubbotto antiproiettile, solo la mia maglia. Resterò qui anche se dovrò sacrificare me stesso", afferma, evitando di lasciare il palco del palazzo presidenziale.(Segue)