Afghanistan, drone Usa uccide terrorista dell'Isis

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Prima rappresaglia Usa contro l'Isis-K, l'organizzazione terroristica affiliata allo Stato islamico, che ha rivendicato l'attacco di giovedì all'aeroporto di Kabul in Afghanistan. Il portavoce del Central Comand, Bill Urban, ha riferito che in un attacco con un drone è stato ucciso un "pianificatore" dell'Isis-K nella provincia afghana di Nangarhar. Nell'attacco, ha detto, non ci sarebbero state vittime civili.

Nell'attacco di giovedì nei pressi dell'Abbey Gate dell'aeroporto di Kabul, durante le operazioni di evacuazione dalla capitale afghana, sono state uccise centinaia di persone, tra le quali 13 militari Usa.

La risposta americana agli attentati era stata preannunciata dal presidente Joe Biden nella sua prima conferenza dopo i fatti di giovedì: "A coloro che hanno compiuto questo attacco: non perdoneremo, non dimenticheremo. Vi daremo la caccia e ve la faremo pagare. Difenderò i nostri interessi e la nostra gente con ogni mezzo a mia disposizione", aveva detto Biden, spiegando di avere ordinato ai vertici militari di "sviluppare piani operativi per colpire obiettivi dell'Isis-K, la leadership e le strutture. Risponderemo con forza e precisione, quando decideremo, in un luogo che individueremo e in una maniera che definiremo".

L'operazione britannica di evacuazione dei civili dall'Afghanistan terminerà oggi. Lo ha detto il capo di stato maggiore, il generale General Nick Carter, parlando alla Bbc. "Stiamo raggiungendo la fine dell'evacuazione, che avrà luogo durante la giornata di oggi. E poi sarà necessario portare fuori le nostre truppe con gli aerei rimasti", ha spiegato Carter. "Non siamo stati in grado di fare uscire tutti e questo ci spezza il cuore. Ci sono state delle decisioni molto difficili che sono state prese sul terreno", ha aggiunto il generale.

Intanto, le autorità aeroportuali dello scalo di Kabul hanno interdetto tutti gli ingressi per l’evacuazione degli afghani collaboratori della coalizione alleata. Lo riferiscono fonti di intelligence all'Adnkronos, aggiungendo che i militari Usa che presidiavano i gate dello scalo sono stati sostituiti da miliziani talebani. Contro la chiusura dell'aeroporto sono ora previste proteste da parte della popolazione.

Anche la Francia, come la Germania e l'Italia, ha terminato l'operazione per l'evacuazione dei francesi e dei più fragili dall'Afghanistan ma anticipa l'avvio di missioni umanitarie per consentire alle migliaia di afghani che non sono riusciti a partire in questi giorni di partire con altri mezzi. Parigi anticipa che su questo tema saranno avviate trattative con i Talebani.

La missione Apagan avviata il 15 agosto scorso ha consentito di portare via dall'Afghanistan 3mila persone, fra cui un centinaio di francesi e 2600 afghani. Il ponte aereo è terminato ieri sera dato che "non c'erano più le condizioni di sicurezza all'aeroporto di Kabul per il rapido disimpegno delle forze americane", hanno reso noto la ministra della Difesa, Florence Parly e il ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian in un comunicato congiunto. Il personale dell'ambasciata a Kabul ha fatto tappa ad Abu Dhabi prima di arrivare in Francia.

"Proseguiremo i nostri sforzi con i dirigenti Talebani per garantire che non blocchino la partenza, dopo il 31 agosto, di coloro che lo desidereranno", hanno aggiunto i due ministri dopo un primo incontro, giovedì a Doha, in cui i Talebani hanno assicurato che tutti coloro che sono in possesso dei documenti necessari potranno uscire dal Paese e che l'aeroporto civile riaprirà per consentire la ripresa dei voli internazionali. Parigi esclude tuttavia "colloqui politici" con i Talebani e un loro riconoscimento fino a che "non saranno rispettate tutta una serie di condizioni".

"Non avrei mai pensato che avrei visto la vittoria di questa rivoluzione nella mia vita. Ho accettato di poter essere martirizzato in qualsiasi momento. Perché ho sempre tenuto attivo il mio cellulare per lavoro e grazie al mio cellulare mi è sempre stato possibile essere scoperto e preso di mira dagli americani". Lo ha dichiarato il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, in un'intervista all'emittente turca Trt, rilanciata su Twitter da Ammar Yasir, membro dell'ufficio politico dei talebani a Doha.

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