Afghanistan: Emergency, situazione resta tesa all'aeroporto, 95% pazienti sono civili

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Milano, 20 ago. (Adnkronos) – "La situazione a Kabul è in continuo miglioramento in termini di feriti da guerra, al momento i posti liberi in ospedale sono 20" su 100 e questo permette al centro Emergency di prendere in considerazione l’ammissione dei feriti più gravi, ma non solo in pericolo di vita. Lo spiega racconta Alberto Zanin, coordinatore medico di Emergency a Kabul. "Continuiamo a sentire raffiche di armi di notte e giorni. Nella giornata di ieri abbiamo ricevuto ancora 5 persone provenienti dall’aeroporto con ferite di arma da fuoco. Al momento, è l’unico luogo della città dove la situazione ci risulta ancora tesa. È difficile capire cosa stia accadendo, perché chi arriva da lì soffre di un severo stress post traumatico, e quindi non parla dell’accaduto".

Per quanto riguarda il resto del Paese, mentre la situazione del centro chirurgico per vittime di guerra di Lashkar-gah sembra avviata verso il ripristino nella normalità, a destare preoccupazione è la situazione della valle del Panshir, dove i talebani non sono ancora penetrati e la comunità locale si è auto organizzata per difendersi. "Per ora nel nostro centro medico-chirurgico di Anabah non stiamo ricevendo un numero alto di feriti, ma ci stiamo preparando. Per questo a breve un gruppo di infermieri del nostro ospedale di Kabul con esperienza in ferite di guerra si recherà nella valle per offrire un aiuto supplementare a quei colleghi che sono abituati a lavorare in un posto normalmente pacifico" dichiara Zanin.

Nonostante la situazione a Kabul si stia stabilizzando, permangono l’incertezza e la preoccupazione nella popolazione civile. "Ci sono diverse persone nel nostro ospedale che sono nate dopo l’intervento della Nato e si trovano per la prima volta a vivere un cambio di regime. C’è quindi grande incertezza e preoccupazione". Su chi è rimasto vittima delle violenze di questi giorni ci sono invece ben pochi dubbi: "Il 90-95% dei nostri ricoverati sono civili" conclude Zanin.

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