Afghanistan: ex cc ferito in attentato, 'così sono scampato alla morte, ma ripartirei' (3)

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(Adnkronos) – "Eravamo sempre armati – ricorda -. Quando uscivamo dalla base addosso avevamo almeno 20 chili tra armi, elmetti, radio, giubbotto antiproiettile. Devi essere pronto a qualsiasi emergenza. La paura? Era una compagna di vita, ma eravamo stati addestrati a tenerla sotto controllo e a trasformarla in attenzione. La notte non si dormiva mai profondamente. Una mattina eravamo appena arrivati al poligono – racconta -. Con noi c'erano anche dei marines. Dopo qualche minuto ricevettero un messaggio di allarme e risalirono sui blindati per rientrare alla base. Decidemmo di farlo anche noi, percorrendo la 'Violet', la strada che unisce Kabul e Jalalabad. Una via solitamente molto trafficata, simile alle nostre autostrade: quella mattina, però, era deserta. C'eravamo solo noi e gli americani, pensai che saremmo rimasti vittima di un attentato".

Non fu così. L'appuntamento con la morte arrivò alla sua seconda missione in Afghanistan. "Da Kabul ero rientrato i primi giorni di novembre e dopo quattro mesi, ad aprile, ero di nuovo in quel Paese, questa volta ad Adraskan. Una base in mezzo al nulla in cui si addestrava la polizia afgana". Emiliano era un supervisore al poligono. "Qualche tempo prima c'erano stati degli attacchi, i talebani si erano infiltrati tra gli allievi dell'esercito afgano e avevano ucciso degli spagnoli. Pensai: 'Ok, occorre stare ancora più attenti e tenere d'occhio tutti i movimenti'".

La mattina dell'attentato, il 25 giugno del 2012, era una delle tante. "Un giorno come molti altri – ricorda -. Salii sulla torretta, un punto di osservazione da cui era possibile monitorare anche l'area esterna alla base e, come era mia abitudine, feci un check per controllare che fosse tutto in regola. Entrai e presi posizione. Salentino (Manuele Braj, ndr) arrivò poco dopo e mi disse: 'Prendo io la posizione con la mitragliatrice, tu vai al binocolo'. Così mi posizionai dietro di lui. Qualche settimana prima dell'attentato avevano colpito un nostro magazzino che in linea d'aria si trovava poco distante dalla torretta. L'attenzione era massima".

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