Afghanistan, in fuga da talebani si rifugiano nella città perduta

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Roma, 24 mag. (askanews) – Un tempo residenza invernale dei sultani, oggi le rovine di Qala-e-Kohna, millenaria città reale nella provincia dell’Helmand, sud dell’Afghanistan, ospitano centinaia di sfollati, in fuga dagli scontri dei talebani.

Khudai Nazar, rifugiato residente a Qala-e-Kohna racconta ad Afp: “Siamo sfollati a causa degli scontri, la nostra area è ancora sotto il controllo talebano. Qui ogni famiglia ha ceduto dagli 8 ai 9 martiri, non possiamo tornare nella nostra zona. Siamo venuti qui perché impotenti, il governo non ci ha aiutato, non ci ha dato l’elettricità e non ci ha trattato bene, non ha fatto nulla per noi. Abbiamo vissuto qui perché eravamo senza aiuti, questo è un posto dove abitano i fantasmi. Gli esseri umani non dovrebbero vivere qui”.

“Siamo venuti qui con la mia famiglia a Qala-e-Kohna. A Lashkar Gah, i talebani ci hanno preso casa, così viviamo qui – racconta

Bibi Halima, sfollata – e ho solo il figlio più giovane, questa è la storia. Ho sacrificato tre figli per questo governo, il governo non ha fatto nulla per me”.

“Non ho nemmeno una tenda – spiega Agha Mohammad, sfollato – ma qui ho fatto una stanza per vivere qualche giorno, ma non siamo felici di vivere qui a Qala-e-Kohna, viviamo qui perché non abbiamo scelta”.

“Sono stato lasciato solo e i miei quattro figli sono stati uccisi – rivela Sayed Agha, sfollato – puoi chiedere a chiunque qui e avranno perso tre o quattro familiari. Non siamo felici di stare qui, dobbiamo salvarci, viviamo qui perché senza aiuti e non ci sono altri modi”.

Migliaia di persone sono sfollate nella provincia da ottobre dopo l’aumento degli attacchi dei talebani, mentre in tanti si sono trasferiti a Lashkar Gah, una delle poche aree della provincia ancora sotto il controllo del governo, alcuni hanno raggiunto altri rifugiati tra le rovine. Qala-e-Kohna, come è conosciuta localmente, o Lashkari Bazar, per gli archeologi, è un sito archeologico che si estende per 10 chilometri, noto a livello internazionale per i suoi affreschi, poi distrutti al Museo di Kabul durante la guerra civile degli anni ’90, e la sua meravigliosa architettura islamica.

Il fortino di Qala-e-Bost è un sito storico. Secondo Shah Mahmud, autore del libro sulla cittadella di Qala-e-Bost questo luogo per la gente è come un tempio sacro: “Lo storico castello di Bost è molto importante per la gente dell’Helmand, ha più di 3.000 anni di storia, molte persone la visitano, ma sfortunatamente è stata danneggiata giorno dopo giorno dalla pioggia, dai venti. E il governo ancora ignora questo castello. Ci auguriamo che lo riparino presto”.

(Immagini Afp)

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