Afghanistan, governo talebano riceve tiepido appoggio da Cina e Giappone

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Wang Wenbin, portavoce del ministero degli Esteri cinese, a Pechino

(Reuters) - Cina e Giappone hanno riservato una tiepida accoglienza al governo provvisorio costituito dai talebani in Afghanistan dopo la presa di Kabul dello scorso mese.

I leader talebani si sono riservati i ruoli più importanti nel nuovo governo, senza assegnare alcun posto ai cittadini al di fuori del movimento, né alle donne.

Il mullah Mohammed Hasan Akhund, legato al mullah Omar, defunto fondatore del gruppo, è stato nominato primo ministro ad interim, mentre il mullah Sirajuddin Haqqani, che figura in una lista di ricercati per terrorismo negli Stati Uniti, è stato nominato ministro dell'Interno nella formazione di governo annunciata martedì.

La Cina vede l'istituzione del nuovo governo come un passo necessario verso la ricostruzione del Paese, secondo un portavoce del ministro degli Esteri a Pechino.

"Speriamo che le nuove autorità dell'Afghanistan tengano in considerazione le persone di tutte le razze e fazioni, in modo da soddisfare le aspettative della popolazione e quelle della comunità internazionale", ha detto Wang Wenbin in un briefing.

La Cina è pronta a mantenere aperta la comunicazione con i leader del nuovo governo, ha aggiunto Wang rispondendo a chi chiedeva se Pechino riconoscerà la nuova formazione afghana.

Il gigante asiatico che confina con l'Afghanistan aveva sollecitato l'istituzione di un governo "aperto e inclusivo" in seguito alla presa di potere dei talebani nel mese di agosto, in occasione del caotico ritiro delle truppe statunitensi, a conclusione di una guerra durata vent'anni.

Wang ha inoltre dichiarato che la Cina rispetta la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Afghanistan.

A Tokyo, un alto funzionario cha fatto sapere che il Giappone sta monitorando le azioni dei talebani e manterrà la cooperazione con Stati Uniti e altri paesi, esprimendo preoccupazione per la sicurezza della popolazione in Afghanistan.

"Attraverso vari sforzi, compreso il dialogo con i talebani, stiamo facendo il massimo per garantire la sicurezza dei cittadini giapponesi e per il personale locale che rimane sul posto", ha detto il segretario di gabinetto, Katsunobu Kato.

Kato ha anche promesso di dare supporto ai cittadini giapponesi che vogliono lasciare il paese dell'Asia meridionale.

(Tradotto da Agnese Stracquadanio in redazione a Danzica, in redazione a Roma Francesca Piscioneri)

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