Afghanistan, informativa urgente del Governo al Parlamento

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Roma, 7 set. (askanews) – Informativa urgente del Governo in Parlamento sugli sviluppi della crisi in Afghanistan. I ministri di Esteri e Difesa, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini, hanno condiviso con deputati e senatori una chiave di lettura degli avvenimenti e illustrato le possibili ripercussioni sul futuro della politica estera e di sicurezza dell’Italia.

Il ministro degli Esteri Di Maio ha ribadito che i talebani verranno giudicati dalle loro azioni e ha posto l’accento sulla questione dei profughi che al momento, non sembra allarmante. Tuttavia, ha sottolineato, leggere la crisi afgana solo attraverso la lente del rischio migratorio sarebbe un errore politico e ha invitato a vedere quanto di buono è stato fatto nel Paese.

“Presidente, gentili deputate e deputati, tutti gli sforzi nazionali e internazionali convergono in questo momento sull’obiettivo comune e prioritario di preservare i progressi in termini di diritti umani e libertà civili che la società afghana ha compiuto nell’ultimo ventennio. Un patrimonio di valori e capitale umano costruito con grandi sacrifici e investimenti che non possiamo permettere che vada disperso”, ha detto Di Maio.

Dal canto suo il ministro della Difesa Guerini ha individuato le ragioni della liquefazione dell’esercito afgano nella totale mancanza di credibilità del governo di Kabul, cosa che deve far riflettere sulle capacità occidentali di Institution building, e ha invitato ad una collaborazione internazionale affinché il Paese non torni ad essere un centro del terrorismo mondiale.

“L’esperienza afgana – ha detto Guerini – ci richiama alla responsabilità di plasmare una nuova architettura di Difesa e sicurezza incentrata sull’evoluzione e la fattiva cooperazione tra una Nato più moderna e più bilanciata e una Unione Europea più forte, che consideri in tutta la loro portata le sfide emergenti e il ruolo degli attori globali. L’Italia, anche attraverso un dibattito che sia all’altezza di questa sfida, deve continuare responsabilmente a fare la propria parte come ha sempre fatto”.

Di sicuro, tra i nostri parlamentari, c’è la consapevolezza diffusa che la crisi in Afghanistan rappresenti uno spartiacque della storia.

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