Afghanistan, Johnson in Parlamento sotto il fuoco dell’opposizione

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Image from askanews web site
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Milano, 18 ago. (askanews) - Il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato che gli eventi in Afghanistan e il crollo della situazione "si sono svolti più velocemente di quanto penso anche gli stessi talebani si aspettassero", davanti una Camera dei Comuni particolarmente irrequieta. Non è giusto dire che il governo non era affatto preparato, ha dichiarato ai deputati, richiamati per una seduta d'emergenza del Parlamento per discutere della crisi in corso in Afghanistan.

Attaccato da più parti il premier Tory ha affermato che i piani per il ritiro dei cittadini britannici sono in preparazione da molti mesi e la decisione di commissionare un centro di assistenza alle emergenze all'aeroporto è stata presa due settimane fa.

Il governo britannico intende giudicare le intenzioni dei talebani in Afghanistan "dalle loro azioni, non dalle parole". Johnson inoltre ha parlato di piani per il reinsediamento di un massimo di 20.000 rifugiati dall'Afghanistan nel Regno Unito Secondo lo schema, nel primo anno arriveranno fino a 5.000 persone, con la priorità per i più vulnerabili sotto i talebani.

Il premier ha delineato poi il ruolo significativo degli Stati Uniti nell'operazione e ha affermato che senza la logistica e la potenza degli americani, l'Occidente non avrebbe potuto continuare la missione. E ha poi ribadito che un eventuale riconoscimento al governo di Kabul dovrà avvenire in modo "unitario e concertato".

L'ex premier Theresa May gli ha ricordato che al Qaeda non è sparita e ha chiesto quando Johnson ha parlato con il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg per discutere di mettere insieme un'alleanza per sostituire il sostegno degli Stati Uniti.

Johnson ha detto di aver parlato con Stoltenberg l'altro giorno, ma è un'"illusione" che tra i partner del Regno Unito ci sia desiderio per una ulteriore "presenza militare continuata" o una soluzione militare. A suo dire già nel 2018 la missione si era esaurita.

Secondo Johnson il Regno Unito ha un "impegno duraturo nei confronti di tutto il popolo afgano" mentre ha chiesto alle Nazioni Unite di guidare un nuovo sforzo umanitario nella regione per sostenere coloro che fuggono dal conflitto e dalla minaccia di violenza.

Per il primo ministro che presiederà una riunione del G7 nei prossimi giorni, la sicurezza nazionale è una preoccupazione per tutti gli alleati della Nato.

Il leader laburista Sir Keir Starmer ha descritto questa come una "settimana disastrosa". E ha continuato dicendo che questa situazione disperata richiede una leadership e che il primo ministro "la pianti con il suo compiacimento". Chris Bryant di Next Labour lo ha provocato sul nuovo schema per far entrare 20.000 rifugiati. Il governo ha detto che quest'anno 5.000 persone saranno trasferite nel Regno Unito. "Cosa dovrebbero fare gli altri 15.000? Restare in giro e aspettare di essere giustiziati?" ha chiesto Bryant.

I partiti di opposizione hanno attaccato lo schema di transazione che non va abbastanza lontano. Il capo di stato maggiore della difesa, il generale Nick Carter, ha dichiarato alla BBC che le forze britanniche stanno "collaborando con i talebani sul campo". Sir Carter ha affermato che il Regno Unito sperava di portar via 1.000 persone oggi e che sette aerei sarebbero stati inviati a Kabul.

Ma secondo il Primo Ministro il grosso dello sforzo sarà nel sostenere le persone in Afghanistan e nella regione per prevenire una crisi umanitaria peggiore. E della stessa convinzione sarebbero i leader di Francia e Germania, secondo Johnson.

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