Afghanistan, la scrittrice Deborah Ellis: "Strazio di tutti si trasformi azione"

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"Usiamo la nostra tristezza" di fronte alla tragedia che si sta consumando in Afghanistan "come un motore per l'azione". E' l'auspicio di Deborah Ellis, autrice pluripremiata delle storie di Parvana, 'The Breadwinner' ('Sotto il burqa', 'Il viaggio di Parvana', 'Città di fango' e 'Il mio nome è Parvana'), consapevole che "tanti bambini nel mondo" hanno scoperto l'Afghanistan "attraverso gli occhi di Parvana", la bambina afghana la cui storia è diventata il film d'animazione 'I racconti di Parvana - The Breadwinner', che ha tra i produttori anche Angelina Jolie. Se le si chiede dell'Afghanistan, usa due parole, "straziante" e "terribile".

"E' stato straziante vedere i Talebani prendere di nuovo il controllo dell'Afghanistan", scrive, rispondendo alle domande di Aki - Adnkronos International, passate quasi due settimane dalla resa di Kabul ai Talebani, quella Kabul insanguinata ieri da una strage firmata dal ramo locale dell'Isis. "Così tante persone nel mondo e in Afghanistan - riconosce Deborah Ellis - hanno lavorato per sostenere gli afghani nella creazione di un Paese in cui tutti potessero vivere senza paura". Per lei, canadese, autrice affermata di libri per ragazzi, che conosce l'Afghanistan e gli afghani, "è terribile pensare al dolore di coloro che ora sono di nuovo sotto il dominio dei Talebani". E il timore è che "le loro vite diventeranno" se possibile "ancor più difficili quando la stampa estera non riuscirà più a essere nel Paese". Ma "gli afghani hanno molta esperienza nella resistenza alla tirannia". E "troveremo il modo di sostenerli".

Cosa pensa delle promesse dei Talebani? "Dicono che questa volta le cose andranno diversamente - risponde - Se i Talebani vogliono farci credere che questa volta sono diversi, che rispetteranno le minoranze religiose ed etniche, i diritti delle donne e all'istruzione, che lo dimostrino. Mi piacerebbe veder accadere queste cose".

Dall'Afghanistan tramite gli occhi di Parvana, ai bambini in giro per il mondo. Deborah Ellis racconta di aver "saputo di raccolte fondi, di progetti per conoscere meglio l'Afghanistan, di campagne per far arrivare materiale scolastico in Afghanistan" e vuole che quei giovani lettori sappiano che "il loro lavoro non è stato vano", che "ha significato qualcosa per i bambini afghani". E oggi la sua speranza, quella di una scrittrice, attivista per la pace, femminista, è che "i giovani lettori" nel mondo divorino pagine di libri e arrivino alla consapevolezza che "la guerra è una scelta e che noi abbiamo il potere di creare un mondo in cui altre scelte sono possibili".

Deborah Ellis ricorda il suo lavoro nei campi per rifugiati afghani in Pakistan, "le ricerche" alla fine degli anni Novanta, "quando i Talebani erano al potere in Afghanistan", che hanno poi dato vita a 'The Breadwinner' e al libro 'Women of the Afghan War'. "Non sono entrata in Afghanistan fino al 2010, 2011 - ricostruisce - Stavo per lo più a Kabul per incontrare i bambini per il libro 'Kids of Kabul'". E come chiunque abbia almeno un poco, a modo suo, 'vissuto' quell'angolo di mondo non può dimenticare "la gentilezza e la grazia del popolo afghano", il "coraggio e la determinazione nell'afferrare ogni opportunità".

Per lei - che vorrebbe "che il mondo migliorasse sempre con il passare del tempo", ma che riconosce che "proprio come alcune persone invecchiando diventano meno sagge" - la "storia non è sempre una linea retta verso il progresso". E "i giovani lettori dovrebbero riconoscere il potere che hanno di costruire un mondo senza guerra, oppressione e violenza".

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