Afghanistan, l'allerta della Cia: "Al-Qaida può tornare in 12-24 mesi"

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I militanti di Al-Qaida potrebbero tornare presto in Afghanistan dopo il ritiro delle truppe statunitensi e ritorno al potere dei Talebani. "Stiamo già cominciando a vedere alcune indicazioni di potenziali movimenti nel paese", ha detto il vicedirettore della Cia David Cohen durante un summit su intelligence e sicurezza, proprio nelle ore in cui il segretario di Stato Antony Blinken difendeva il ritiro nella sua seconda audizione al Congresso.

Il generale Scotto Berrier, che guida l'intelligence della difesa Usa, ha aggiunto che Al-Qaida potrebbe riorganizzarsi in Afghanistan in soli 12-24 mesi e porre una significativa minaccia agli Usa.

"I talebani si sono impegnati a impedire ai gruppi terroristici come Al Qaida e Isis-K di usare l'Afghanistan come base per operazioni che potrebbero minacciare gli Stati Uniti o i nostri alleati - ha detto Blinken nel corso dell'audizione alla commissione Affari esteri del Senato -. Li riterremo responsabili di eventuali attacchi. Questo non significa che faremo affidamento su di loro. Resteremo vigili per monitorare le minacce e neutralizzarle, se necessario, attraverso un massiccio impiego di risorse nella regione".

In base agli accordi di Doha i talebani si sono impegnati ad una stretta vigilanza sulle attività di potenziali gruppi terroristici nel paese. Un impegno ribadito anche nelle ultime ore da Amir Khan Muttaqi, ministro degli esteri del nuovo esecutivo afghano, dopo che la comunità internazionale ha promesso aiuti per un miliardo di dollari al paese, alle prese con una grave crisi economica.

Secondo le Nazioni Unite le scorte alimentari potrebbero esaurirsi entro la fine di questo mese, mentre in base ai dati del Programma alimentare mondiale 14 milioni di persone sarebbero sull'orlo della fame.

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