Afghanistan, pallavolista decapitata: Volley Italia dispone un minuto di silenzio

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REUTERS/Zohra Bensemra
REUTERS/Zohra Bensemra

La federazione italiana di volley (Fipav) ha disposto un minuto di silenzio per la morte di Mahjabin Hakimi, la giovane pallavolista afgana decapitata dai talebani, da osservare su tutti i campi della pallavolo italiana nel fine settimana e per tutta la categoria, dalla massima serie ai campionati regionali e territoriali, nelle gare in programma sabato e domenica.

"La Lega Pallavolo Serie A Femminile intende organizzare con urgenza un'iniziativa per denunciare quanto sta accadendo in Afghanistan e per esprimere la più sincera solidarietà alle vittime del regime talebano. Perché lo sport sia ovunque veicolo di emancipazione, di crescita personale e sociale. E non di morte", si legge inoltre in una nota diffusa dalla Lega Volley donne.

La decapitazione della pallavolista

Secondo quanto riportato dai media internazionali, i talebani avrebbero decapitato una giocatrice della nazionale giovanile di pallavolo femminile afghana, Mahjabin Hakimi. A denunciare il fatto una sua allenatrice, identificata con lo pseudonimo di Suraya Afzali, che ha raccontato che la ragazza è stata uccisa all'inizio di ottobre e che nessuno ha saputo prima dell'omicidio perché i talebani hanno minacciato la famiglia della vittima.

VIDEO - Chi sono i Talebani?

Mahjabin Hakimi ha giocato per il Kabul Municipality Volleyball Club prima del crollo del governo. L'allenatrice ha detto che, dopo il colpo di Stato di agosto, i talebani "hanno cercato di identificare le atlete; in particolare quelle della nazionale di pallavolo, che in passato ha gareggiato in competizioni internazionali ed è apparsa in tv" e che solo "due componenti della squadra sono riuscite a fuggire".

"Giocava senza hijab"

"Guardatela come se fosse vostra figlia: Mahjabin è stata decapitata, perché di etnia hazara (sciiti di origine cinese, perseguitati dai talebani che sono pashtun e sunniti, ndr) e perché giocava a pallavolo senza hijab. Questo è oggi l'Afghanistan. Abbiamo persone lì che sono cadaveri ambulanti. Fermiamo questo genocidio con i corridoi umanitari o ne saremo responsabili", ha scritto su Twitter il responsabile sport del Pd, Mauro Berruto, già commissario tecnico della nazionale maschile di pallavolo e che era riuscito a far venire in Italia, a fine agosto, un'atleta afghana.

"Il mondo ha fallito"

"Il mondo intero deve sentirsi in colpa e in lutto per la morte di Mahjabin Hakimi". Sono le parole di Myriam Sylla, capitano dell'Italvolley femminile campione d'Europa in un messaggio video. "Mi è stato chiesto cosa ne penso da atleta, da donna, da capitana, ma è una vicenda che riguarda tutti noi, non solo me. Non è ammissibile, nel 2021, che una ragazza che insegue un sogno trovi la morte. Lo sport deve rendere le persone libere, non vittime: per questo il mondo ha fallito. Mahjabin poteva essere mia sorella, potevo essere io". 

VIDEO - Lo straziante messaggio social di una giovane afgana: “Verremo dimenticati. Non contiamo nulla perchè siamo nati qui”

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