Afghanistan, portavoce talebani: resistenza complica processo pace

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Image from askanews web site
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Roma, 2 set. (askanews) - "Il problema è che quando abbiamo preso il controllo del Paese, molti ribelli ed ex membri del governo sono fuggiti nella valle del Panshir portandosi soldi e oggetti che appartenevano al governo precedente e quindi al popolo afgano. Noi stiamo cercando di gestire la situazione con dei negoziati, ma ancora ieri ci hanno attaccati", dice parlando della resistenza nella valle del Panshir il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid: "Capite bene come il processo di pace da noi tanto auspicato si stia complicando. Per entrare nel governo abbiamo chiesto all'esercito del Panshir di arrendersi, altrimenti saranno schiacciati".

In due interviste, una a La Stampa e una a Repubblica, Mujahid spiega le mosse per il nuovo Afghanistan: "Insomma, vogliamo finirla con le buone, ma se dovremo usare la forza militare, siamo pronti a metterla in atto. Abbiamo portato sicurezza in 33 provincie su 34. Vogliamo completare il lavoro" anche perché, spiega, "abbiamo già trovato un'intesa con i mujahiddin ma il grande punto interrogativo rimane la nostra gente del Panshir".

Mujahid poi commenta il ritiro Usa: "Dopo 20 anni abbiamo ottenuto nuovamente la nostra indipendenza. Siamo fieri di aver sconfitto la coalizione che ci ha attaccato e invaso".

Resta il problema della sicurezza e quello economico del Paese che si risolverà "non appena annunceremo il nostro nuovo governo. Quando il nuovo gabinetto e i ministeri torneranno operativi, allora le banche, i confini e il sistema economico tornerà a funzionare come prima".

"Ci sono un sacco di investitori che vorrebbero venire in Afghanistan, ma prima bisogna avere uno stato di sicurezza sufficiente. Abbiamo pensato a tutto", aggiunge.

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