Afghanistan, Salvini 'contro' Conte: "No dialogo con Talebani"

·2 minuto per la lettura

Matteo Salvini insolitamente d'accordo con Enrico Letta e 'contro' Giuseppe Conte sul dialogo con i Talebani. "Sono d’accordo sostanzialmente con quanto detto da Enrico Letta, deluderò i giornalisti che si aspettavano il litigio. Non sono d’accordo, rispettosamente, con l’avvocato Conte: io il dialogo con i terroristi islamici non lo concepisco per principio e non li legittimo" ha affermato il leader della Lega parlando al Meeting di Rimini.

"Ho incontrato ieri l’ambasciatore dell’Afghanistan, che rappresenta una costituzione e un governo. Ho incontrato l’ambasciatore del Pakistan. Io dialogo con chi rappresenta un’istituzione, non dialogo con chi dice che i diritti delle donne saranno garantiti nel nome della sharia e della legge islamica - ha sottolineato Salvini - Con queste persone non voglio avere niente a che fare. L’Europa, che pochi anni fa in sede di scrittura della sua costituzione negò le sue radici giudaico-cristiane, difficilmente riesce a dialogare con qualcuno che è altro da sé".

"Io sono per la libertà di culto - ha aggiunto Salvini - dialogo con chi riconosce la prevalenza del diritto, della legge e della libertà rispetto alla legge divina. Lo dico da cristiano e cattolico. La legge di ogni Stato deve prevalere sul fanatismo e sull'integralismo: io con quelle persone non voglio dialogare".

Il presidente del Movimento 5 Stelle ha ribadito la sua posizione intervenendo al Meeting di Rimini. "Non c’è alternativa al dialogo con i Talebani" ha detto Conte, ma il dialogo "non vuol dire riconoscimento politico dei Talebani".

"Sull’Afghanistan - ha spiegato - ho fatto un ragionamento politico di 15-20 minuti, credo che la situazione sia così seria da non poter essere risolta con uno slogan. In questo ragionamento ho chiarito che la situazione attuale, così drammatica, non contempla altre soluzioni al di dà del dialogo con i Talebani. Un’altra guerra non è pensabile, non possiamo lasciare la popolazione afghana nell’angoscia".

"Nell’arco di 20 anni - ha continuato il leader Cinquestelle - abbiamo creato una prospettiva. I Talebani devono dimostrare di essere aperti al dialogo, le ultime notizie non depongono a favore di un cambiamento dell’atteggiamento. Ma non abbiamo alternative, se non quello di creare nella comunità internazionale un atteggiamento compatto che cerchi di costringere al dialogo i Talebani per assicurare protezione e tutela della libertà delle persone che rimangono nel Paese. Sono stato tacciato di essere l’avvocato dei tagliagole e un fiancheggiatore dei Talebani: finiamola di fare gli scienziati della geopolitica...".

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli