Afghanistan, in salvo le attiviste di Pangea

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Le attiviste afghane di Pangea sono salve. Lo ha annunciato la onlus milanese su Instagram, dove nelle scorse ore ha raccontato il calvario dello staff locale. “Da venerdì Pangea lavoro senza sosta per aiutare le colleghe di Kabul e le loro famiglie a raggiungere l’aeroporto”, si leggeva poche ore fa sul canale social dell’associazione, insieme a un’immagine della calca fuori dall’aeroporto afghano.

"Le donne dello staff di Pangea e le loro famiglie sono rimaste intrappolate nella folla per ore, senza acqua, anche con bambini piccolissimi tra le braccia”, riferiva poi la onlus, che poco dopo ha pubblicato la foto di un livido su una gamba, corredata dalla spiegazione: “Alcune donne di Pangea sono state picchiate dai talebani. Vedere le foto con i loro lividi è stato straziante. I bambini hanno assistito a scene di violenza inaudita e sono molto spaventati”.

Poco più tardi l’annuncio: “Le attiviste di Pangea sono state forti e hanno resistito. Hanno combattuto come leonesse per entrare in quell’aeroporto. Da stamattina all’alba le donne di Pangea e le loro famiglie sono tutte all’interno dell’aeroporto di Kabul. Alcune sono già state imbarcate. Le abbiamo salvate insieme”.

È formato in totale da circa 200 persone il gruppo di afghani che fa riferimento alla onlus milanese Pangea, che dopo lunghe attese fuori dall’aeroporto di Kabul si sta ora imbarcando sui voli che li metteranno in salvo.

Si tratta di una trentina di donne impiegate negli uffici di Pangea a Kabul, accompagnate da mariti, figli e altri parenti. La maggior parte di queste 200 persone – a quanto apprende Adnkronos dalla onlus - è riuscita a imbarcarsi. Dovrebbero arrivare tra domani e dopo domani a Roma, dove osserveranno il periodo di quarantena. “Dopo inizierà la gestione delle richieste d’asilo e vedremo come fare”, fa sapere Pangea.

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